Vita vuole biscotto: Smalltown Boy

Musica

Questo, ho scritto su un tovagliolo – a mo’ di Modigliani o Picasso, bevendo assenzio (ma togliete tutti i riferimenti e lasciatemi perdere per il facile collegamento) – esordendo col nome della persona cui mi riferivo. Ma la persona in questione preferisce l’anonimato e, forse, è addirittura meglio: così, posso dargli del ragazzo. Non ci questionerò sopra adesso, ma ragazzo è un concetto.

«Ragazzo, sappi ch’essere un biscotto qual frollino è onere ed onore non da poco; perciò è ensemble di chimica, elementi, ramificazioni da sorreggere. I Bronski Beat che, colpevolmente, ho scoperto attraverso il beat-beat di Hit that perfect beat, robotica, marziale e discotecara (unione alla teutonica mica male, in tal senso), rivelarono ai miei occhi la dolcezza nerd di Somerville con Smalltown Boy, video-letteratura che ha fatto – giustamente – epoca. Questo è essere un frollino: resistere allo sguardo di Somerville che guarda, triste e consapevole e ben al di là del treno che lo protegge temporaneamente, qualcosa di meglio della piccola, stupida città che gli ha negato cittadinanza (com’è affettuoso, dare del biscottino a una persona: e quanta forza ci vuole, per sostenere tutta questa tenerezza? Moltissima): guarda un biscotto preparato con amore; perché l’assunto è il fatto che Jimmy, lui, lo sa, che lo troverà: ha preso atto della propria vita e si è mosso». (Lu Po)

 

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on TumblrShare on Google+Email this to someone

Leave a Response