Vetusti ruoli sociali spiegati ai nativi digitali: Ranieri e la sua Leicester aka colui-che-parla-alle-ragazze

Storia e attualità

In quella prateria di lacrime, gioie, tempeste ormonali, pensieri suicidi, picchi adrenalinici e scoperte detta altresì ADOLESCENZA si cela, fra i vari personaggi che la compongono, un tipo particolare: può essere brillante, o timido; bello, o brutto; non sono queste, le caratteristiche che lo rendono ciò che è, ossia: colui-che-parla-alle-ragazze. La conditio sine qua non è il desiderio erotico-sentimentale-affettivo (insomma, tutta la gamma) di avere a che fare col gentil sesso. Per qualche motivo, però – è emotivo? Sognatore al punto di non riuscire a trasportare il sogno nella realtà? Passivo per natura (senza allusioni!)? – egli è destinato ad averci a che fare SOLO ED UNICAMENTE come, non tanto amico, o non necessariamente; quanto, come confidente della ragazza che si vorrebbe fare/che ama perdutamente/che gli rappresenta un’occasione estiva. Lui, ingenuo, pensa di stringere delicatamente un rapporto per poi poter dire al momento giusto una frase come: «Andiamo fra quelle frasche?» o, tout court, avvicinarsi per il bacio che sancisce il secondo passo, quello che fa da spartiacque, dopo il lungo periodo d’avvicinamento. Ma ha compiuto già da un pezzo un errore: l’avvicinamento è stato troppo lungo. Se non doveva essere, non sarebbe stata comunque, e lo si sarebbe saputo prima; se invece poteva essere, doveva passare meno tempo.

In ogni caso, oltre al danno la beffa: perché la ragazza, a quel punto, trasforma in via ufficiale colui-che-parla-alle-ragazze nella persona che conoscerà vita, morte e miracoli di “quello stronzo” che fa tanto soffrire lei; gli racconterà  particolari degni di un’autocastrazione immediata; ed ella, che ha trovato un “uomo veramente diverso, con cui poter parlare” (ahhhh, soffro anche mentre lo scrivo!), gli scriverà lettere anche quando lui avrà cercato di mettersi alle spalle l’ennesima estate senza neanche un minuto di petting. Se invece colui-che-parla-alle-ragazze ha tentato il secondo passo, allora la beffa assume la forma di una pubblica umiliazione da parte di lei, che si è sentita ingannata perché, mentre lui si mostrava dolce e comprensivo, “voleva, in verità, solo quello“:  «Tutti uguali, voi maschi! E QUELLI COME TE SONO I PEGGIORI! ALMENO GLI ALTRI CI PROVANO E BASTA!».

Bene. Cosa c’entra, questo tipo umano pre-digitale, con la fantastica impresa di Mr. Fettina Claudio Ranieri e il suo baldo Leicester? Il New York Times l’ha definita la più incredibile impresa nel campo dello sport di sempre! Non so se è vero, ma è significativo dell’eco – anche di simpatia – che finalmente ha ricoperto di gioia pura il nostro allenatore. C’entra, c’entra. Perché quasi sempre, colui-che-parla-alle-ragazze è più o meno consapevolmente anche colui che le rende malleabili per l’amico maschione: le pulzelle lo hanno puntato già da un po’, e un ponte amicale col maschione è l’ideale. Oppure, dopo chiacchierate fitte di lacrime e nuove consapevolezze, fa scoprire loro mondi mai visti, vette di romanticismo inusitato, che le ispira nel profondo; solo, che le ragazze utilizzeranno tale materiale CON ALTRI. Ecco: Ranieri ha seminato benissimo a Valencia, ma è con Cuper che il club spagnolo, quello di Mendieta o Farinos, raggiunse due finali di Champions League (pur perse); ha seminato benissimo al Chelsea, ma è con Mourinho che vinse lo scudetto (e Mou definì Ranieri un perdente); fece bene o quel che poté in una Juve che ancora non aveva trovato la quadra, e finì male; fece bene o quel che poté a Roma, la sua Roma, in cui mise core e panza, e finì ancora una volta male. Così, con la Fiorentina: belle cose ma, poi, niente. Un seminatore di passione, riorganizzazione, che non aveva mai raccolto. Credo che Ranieri, finora avesse vinto solo una coppa del re in Spagna, o qualcosa del genere. E adesso, attraverso questo sogno chiamato Leicester, dell’ex galeotto Vardy e il resto di una banda di scarti, rappresenta per me l’uomo che parla alle ragazze e che – per una benedetta volta (e forse ciò è possibile solo perché è il funesto, per molti versi, anno bisestile) – ci va, fra le frasche, e fa impazzire la ragazza fino a farla urlare tanto che tutta la spiaggia, dopo, saprà che il miracolo è accaduto. E da parlatore-stagnino-e-stop, si trasforma in leggenda del luogo.

Un’ultima considerazione: è un elogio, questo – come lo stesso Ranieri ha affermato – a chi non demorde mai, a chi non perde le speranze. Allora evviva, evviva al piccolo grande sogno che invera questo sacrosanto mantra e sbriciola il cinismo gratuito, il pragmatismo spicciolo di tanti. E che mi fa pensare: forse era destino, che Ranieri potesse vincere solo con una banda di mezzi corsari da guidare col cuore e la capacità di fare di necessità virtù; cosa vuol dire, che l’uomo-che-parla-alle-ragazze non deve puntare, in definitiva, le migliori tipe dello stabilimento balneare (la Juve, il Chelsea…) ma quella con gli occhiali, che legge per i cavoli suoi? Senza occhiali e un bel vestitino, è un gioiellino di ragazza! Ranieri l’ha trovata; ed è stato amore. (Lu Po)

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