Un sacchetto di biglie, di Vincent Bailly

Arti visive

Nella Parigi del 1941, Joseph ha dieci anni e grazie alla sua biglia preferita gli sembra di avere “la Terra in tasca, con le montagne, i mari e tutto”.

Il mondo che conosce, però, improvvisamente cambia a partire dal momento in cui insieme al fratello Maurice è obbligato a portare la stella gialla cucita sulla giacca: la famiglia Joffo, di origine ebrea, è in breve tempo costretta a dividersi per sfuggire alle minacce dell’occupazione nazista, e saranno proprio Joseph e Maurice a dover partire da soli per raggiungere i due fratelli maggiori a Mentone, oltrepassando in clandestinità il confine con la Francia collaborazionista governata da Petain.

La trama, che riprende fedelmente il romanzo autobiografico “Un sac de billes” scritto nel 1973 dallo stesso Joffo, diviene a partire da questo momento il resoconto di una fuga, dallo svolgersi imprevedibile, che si concluderà proprio con il ritorno a Parigi: Vincent Bailly, anche grazie ad un tratto più evocativo che prettamente illustrativo, ha il grande merito di saper raccontare la tragicità della vicenda senza scadere in mielosità retoriche, e la capacità di non tradire le aspettative di chi ha amato il romanzo originale.

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Vincent Bailly, Un sacchetto di biglie, 2013, Rizzoli, pp.144

Un sacchetto di biglie

Price: EUR 7,50

2.7 su 5 stelle

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