The Moldy Peaches – Coniglietti teneroni, ansie adolescenziali ed una spiccata simpatia per le droghe

Musica

Quando nel 2003 ascoltai per la prima volta The Moldy Peaches (debutto ufficiale dei newyorkesi, realizzato nel 2001 dopo 2 CD-R), l’immaginario della band -tra costumi da Robin Hood, coniglietti di peluche sparsi sul letto (ma soprattutto) tanta tanta carineria- mi portò ad augurare ad Adam Green e Kimya Dawson un incontro spalle al muro con Los Macheteros portoricani.
Al tempo la mia coinquilina aveva perso completamente la testa per loro; non sentiva altro ed urlava Downloading porn with Davo dalla mattina alla sera, rendendomi così, con lo scorrere delle settimane, complice del misfatto.
Nonostante una perizia strumentale prossima al contenuto di una sala prove fatto rotolare per le scale, i Moldy Peaches sono stati in grado di creare una serie notevole di piccoli gioiellini pop sgaruppatissimi. Perle lo-fi trascinate da testi sinceri e scalcinati; un crocevia malaticcio tra paranoie adolescenziali, cattiveria pura, tenere passioni pornografiche ed un’estrema simpatia per le droghe.
L’asso nella manica della band, ad anni dallo scioglimento, rimane la spontaneità compositiva ed una costruzione dei brani nata con i piedi appoggiati sulla moquette della camera da letto.

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on TumblrShare on Google+Email this to someone