Steve Albini: 30 anni di ortodossia analogica tra Pixies, Nirvana e Neurosis

Musica

Come promesso la settimana scorsa, oggi andremo a sondare l’enorme mole di dischi prodotti e registrati dall’instancabile Steve Albini, un vero e proprio Stachanov della produzione discografica (in un’intervista del 2004 per Mtsu sidelines afferma di aver lavorato su 1500 album).
Dalle prime registrazioni con i 4 piste scalcinati di metà anni 80, fino alla menzione d’onore nel documentario Sonic Highways, lo stoico Steve ne ha cambiati di nastri al suo fedele Studer. Impassibile davanti al banco mixer della sua tana di Chicago (l’Electrical Audio, lo studio di registrazione che ha aperto nel 1997) ha difeso strenuamente il verbo dell’analogico, in una battaglia Don Chisciottiana contro la filosofia digitale dominata da Pro-Tools,  il nuovo totem dello studio-recording.
Albini, dal canto suo, si è sempre definito un mero ingegnere del suono, e non di rado ha elargito frecciate sprezzanti verso i produttori artistici:
In studio mi ha sempre disgustato vedere il produttore mettere i piedi in testa alla band e levargli il controllo del disco dalle mani; mi è sempre sembrato un insulto.
Quando cominciai a lavorare come ingegnere del suono decisi di non comportarmi mai in quel modo“.
Legato tenacemente ad un codice deontologico oltranzista, a differenza di molti producer, non ha mai preteso le royalties sulle vendite dei dischi per i quali ha poggiato le sue sante mani sul mixer (pensate alle cifre raggiunte da In Utero dei Nirvana e fatevi due conti).
Nonostante i passi da gigante compiuti nella gerarchia musicale del rock americano, il suo modus operandi in studio affonda le radici nell’imprinting del DIY e si basa su un approccio minimale ed incisivo, lontano dall’abuso di post-produzione ed editing.
Entrare in studio preparatissimi, decidere l’impronta del disco fin dall’inizio, fare delle ottime riprese sfruttando al massimo la microfonazione e non impiegare mai più di 10 giorni per terminare l’album: ecco qua le regole base del buon Steve per partorire un disco rock.
Beh… questi 10 album rendono i suoi comandamenti molto convincenti.
Pixies – Gigantic (Album: Surfer Rosa\1987)

Slint – Charlotte (Album: Tweez\ registrato nel 1987, uscito nel 1989)

Pussy Galore – Undertaker (Album: Dial “M” for motherfucker\1989)

The Jesus Lizard – Mouth breather (Album: Goat\1991)

Helmet – Unsung (Album: In the meantime\1992)

Pj Harvey – Rid of me (Album: Rid of me\1993)

Nirvana – Scentless apprentice (Album: In Utero\1993)

The Ex – Frenzy (Album: Starters alternators\1998)

Neurosis – The Doorway (Album: Times of grace\1999)

Mogwai – My father, my king (Album: My father, my king\2001)

Rid of Me

Price: EUR 6,36

4.3 su 5 stelle

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