Shakespeare & Cervantes: quattro secoli e due funerali.

Letteratura

Il 23 aprile di 400 anni fa William Shakespeare e Miguel de Cervantes ci lasciavano (la pelle).
Il primo morì nel fuso del calendario giuliano, il secondo nel fuso gregoriano, dodici giorni dopo; con buona pace di chi anche quest’anno ripeterà su qualche terza pagina come i due abbiano tirato le calzette lo stesso giorno.
La volenterosa Wikipedia, affidabile come un fondo di caffè, attesta il 23 aprile 1564 come data di nascita di Shakespeare. Perché lo faccia non si sa, giacché l’unica notizia certa che ci giunge dalla Terribile Albione è che venne battezzato il 26. Morire nel giorno del proprio compleanno è una posa che solo Kavafis si è potuto permettere senza cadere nella volgarità.
Tutto questo per dire che cosa? Per dire che secondo la mia teoria biografica più audace William Shakespeare era tutto sommato una persona di modesta cultura. Per dirne una: Ben Jonson, che era Ben Jonson, sarebbe mai stato tanto disinvolto da chiamare un suo personaggio Laerte, se l’erudizione classica non gliel’avesse saggiamente sconsigliato?
Non posso dimostrarlo. Ma un giorno ci riuscirò, scrivendo una monografia che scombussolerà i templi accademici, venderà un fottìo di copie e farà di me un vecchio sporcaccione megalomane che dilapiderà tutto in sambuca, deliri di immortalità criogenica e minorenni thailandesi.
Un po’ Gatsby, ma con la morale di Leatherface. (palinuro)

Morte a credito

Price: EUR 18,70

4.0 su 5 stelle

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1 Comments
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  • Lu po
    23 aprile 2015 at 17:43

    Secondo non mi ricordo quale filosofia o disciplina o religione o credenza, morire il giorno in cui si è nati o in quei pressi, è segno di “santità” umana, d’esser stato un grande spirito, d’aver donato – come Lucio Dalla (lo lessi a proposito di lui).

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