Scheletri: Westlife – Uptown Girl

Pensate a quale splendida storia stiamo per raccontarvi: William Martin Joel – nome che a prima vista non vi dirà nulla – nasce nel maggio del 1949 a New York, all’interno del Bronx, figlio di Helmut Joel, un pianista classico tedesco di origine ebrea che, per sfuggire al nazismo, emigra prima in Svizzera, poi negli Stati Uniti. I genitori di William si separano nel 1957, Helmut se ne va a Vienna, William rimane con la madre e, tra infanzia e adolescenza, impara a suonare e a boxare, e per suonare e boxare non finisce la scuola. Riesce però ad entrare nel Golden Gloves, il circuito statunitense per pugili non professionisti, vince ogni incontro finché, durante il suo ventiquattresimo match, un pugno al fulmicotone gli frattura il naso e William chiude con la boxe.

Adesso: William Joel, che nel corso degli anni diventa Billy Joel ma dentro di sé rimane il pugile figlio di ebrei cresciuto nel Bronx, nel 1985 sposa Christie Brinkley, una supermodella e superfiga trentunenne della contea di Monroe. Dove la troviamo, noi, la signorina Brinkley? Nel video di Uptown Girl, che vede un Billie Joel versione meccanico letteralmente sbavare per la deliziosa Christie: era il 1983, però, e ci piace pensare che sia proprio durante quel video che CB – l’uptown girl che “is been living in her uptown world” -, si innamora del downtown man BJ (che in questo caso, vi richiamo alla massima attenzione, non sta per “blowjob” bensì, appunto, per Billie Joel).

Salto temporale di 16 anni: è il 2001, e cinque giovinotti (Nicky Byrne, 23 anni; Kian Egan, 21; Markus Feehily, 21; Shane Filan, 22; Brian McFadden, 21) di nuovo canteranno per noi, per voi, per tutto il mondo che la ragazza dei quartieri alti – ognuna di loro, e dei quartieri alti della Vita, non quelli residenziali – si sta stancando dei suoi giocattoli di alta classe, e di tutti i regali dei ragazzi dei quartieri alti. C’è spazio anche per noi, cantavano i Westlife: “c’è spazio anche per voi”.

È la piramide gerarchica che si rovescia, che si sconquassa, che mescola tutti con tutti, in un’orgia di uguali diritti: sono i sacerdoti indiani, i Bramini, che si mescolano ai servitori, ai Shudra; è Notting Hill condensato in una manciata di minuti.
Billie Joel e i Westlife ci dicevano che niente è impossibile, a patto che riusciamo a crederci davvero, ad esser giovani, ammiccanti e non propriamente dei gavorchi senza appello: con quella che è la canzone-marketing per eccellenza, ci convinsero che yes, we can.

Perché, quindi, abbiamo scelto la versione dei Westlife? 
Perché, nel video dei cinque di Simon Cowell (e chi vi aspettavate? Rick Rubin?) l’uptown girl è Claudia Schiffer – la quale, come la Christie Brinkley del 1985, era all’epoca trentunenne -,  creatura celeste, e io ricordo che a 15 anni aspettavo il minuto 3:30, quando Claudietta bella si scioglie i lunghi capelli, li fa muovere al vento in slow motion, li accarezza con quei giganteschi occhi blu, e facendo un cenno del capo ai 5 meravigliosi si infila in una porticina e si fa seguire. A 15 anni, mi capirete, questo si traduce automaticamente con la parola “sesso”, e ci si convince che arriverà anche il nostro momento. (Paolo)

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