Scheletri: Enrique Iglesias – Hero

Musica

Per cominciare, una breve premessa, attraverso la quale ci piace ricordare che questa spiritosa rubrica, questo piccolo spazio che vuol proporsi soprattutto come ricreativo, si chiama Scheletri: le canzoni di cui ci vergogniamo perché questo vuol essere: il gesto di chi si toglie la maschera -o l’armatura, se preferite, o il vestito, la corazza- e, finalmente a nudo, ammette: sì, amici e amiche, nella mia vita ho ascoltato anche questo, e che sia stato per un mese, due anni o cinque minuti, questa canzone è stata una delle più amate attrici di quel bellissimo e tragico teatrino che chiameremo Vita. Che poi l’attrice sia stata con il tempo liquidata -o, peggio ancora, dimenticata, come una Laura Antonelli qualsiasi- poco importa: il suo scheletro fa capolino dallo stesso armadio nel quale il suo corpo fu nascosto dagli sguardi degli altri.
Tutto questo per dire che, neanche troppo paradossalmente, le canzoni che si trovano qua non possono stupire: sono scheletri, appunto, e ce ne vergogniamo, e le amiamo ancora, e voi che conoscete le lingue sapete che Diavolo e Divino provengono dalla stessa radice sanscrita dev. 

Spero abbiate capito, amatissimi, che la breve premessa funge da giustificazione preventiva ai vari “no, questo no!“, “cose inaccettabili!“, “questo sito non è più quello di una volta!“, “che si ritorni ad un MinCulPop!“, quando scoprirete che per la puntata di oggi Diavolo e Divino assumono le sembianze di Enrique Iglesias.

Nel 2001 chi scrive aveva 15 anni, possedeva da poco la sua prima Vespa 50L ed era senza dubbio innamorato di qualcuno -non so dire con certezza di chi, ma lo ero certamente, poiché ricordo certi trambusti emotivi ed inguinali tipici del contesto. Quando uscì Hero, mi parve subito che l’arpeggio iniziale, e quello che immagino essere un violino, avrebbero potuto essere l’incipit di una gloriosa e cinematografica colonna sonora per questa mia storia d’amore (che, a voler esser pignoli, mai ebbe luogo), così come il sospirato “let me be your hero” che l’ipodotato -l’ha detto lui, eh, non mi si accusi di invidia- Enrique dedica alla bella attrice nelle prime battute, sarebbe senza troppe differenze potuto uscire anche dalla mia bocca.

Più della canzone, che trovai comunque immediatamente rilevante, ho amato il video: l’attrice di cui sopra è l’allora 22enne Jennifer Love Hewitt, ossia un fiore primaverile, una gemma -e mi viene adesso il dubbio che l’innamoramento ed i trambusti descritti in precedenza fossero in realtà dedicati a lei-, il cattivo di turno è il cattivo di sempre, ovvero Mickey Rourke, e quello che prende un sacco di mazzate è proprio Enrique. C’è un momento, nel video, in cui proprio Iglesias si avvicina a Mickey, e, certamente consapevole che quel momento rappresenterà la sua fine, assesta un sonoro schiaffone al nemico: il nostro protagonista con ogni evidenza sa che quell’istante cambierà la sua vita -la terminerà, semplicemente-, quella della incolpevole Jennifer, e che da quel preciso frame niente sarà più reversibile; ma non se ne preoccupa, perché è un eroe, è glorioso, e con lui lo è il ritornello, che esplode proprio nell’esatto istante in cui il suo schiaffone si infrange sulla faccia di Rourke, il quale non può perdonare l’affronto.
Come non posso perdonare io a me stesso di aver sofferto per questo video -lo avevo detto, che la premessa serviva a qualcosa- e di non saperne il motivo: ho sempre gioito per il gesto coraggioso del povero Enrique, ed esultato per il pestaggio poi inflittogli dall’impietoso Rourke. So che potrete perdonarmi voi. (Paolo)

 

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on TumblrShare on Google+Email this to someone
1 Comments
Leave a response

Leave a Response