Primavera Sound, la parità è nei fatti

Premessa: Dirt non è mai stata al Primavera Sound di Barcellona, onta che incombe sulle spalle di ognuno di noi a partire dal 2004 – da quando cioè i più lungimiranti tra i nostri amici se ne tornavano dalla Spagna con gli occhi pieni di Primal Scream, Pixies, Wilco e altre band che avremmo pagato oro per vedere dal vivo nella stessa occasione ma, appunto, non lo abbiamo fatto.

Per l’edizione 2019 – quella cioè più controcorrente rispetto agli stessi canoni tradizionali del Primavera, e spiegheremo più avanti il perché -, proveremo a far sì che, vai a sapere, magari con qualcuno di voi riusciremo a vederci lì, birra in mano a innamorarsi di Rosalìa o a fluttuare con James Blake.

Sarà il festival delle novità: la prima è che, come dicevamo, questa volta il Primavera fa le cose davvero in grande – e intendiamo il fatto che gli orizzonti musicali sono a 360°, e che, mai come quest’anno, ce n’è per tutti i gusti.

A questo proposito, alcuni hanno storto il naso scoprendo che Miley Cirus e Fucked Up si troveranno quasi in contemporanea nello stesso luogo geografico, o che Built To Spill e Cardi B possano appartenere al medesimo palinsesto; la verità è che – ed era l’ora che un festival di queste dimensioni e questa importanza optasse per questa scelta – la proposta di una varietà di stili e correnti musicali è nel 2019 sia una presa di coscienza rispetto a quello che la musica e la percezione della musica sono (ché ormai possiamo ammetterlo, che è inutile arroccarsi sulla difesa in termini di valore di quel che c’era prima: ci fa perdere soltanto quel di bello che esiste oggi e va verso il domani), sia una necessità culturale – mai come oggi ci sembra che ammettere come arricchente l’eterogeneità culturale e tentare di farla scoprire a un pubblico sia culturalmente doveroso. E insomma, tra l’emocore dei Jawbreaker, l’r&b macchiato di trip-hop di FKA Twigs e i beat techno berlinesi dei Modeselektor, di varietà ne abbiamo in abbondanza.

La seconda novità ce la spiegano gli organizzatori del Primavera Sound, e fa parte del concetto di “The New Normal” che essi stessi hanno coniato:

Il fatto che in un cartellone ci sia parità tra artiste donne e artisti uomini dovrebbe essere normale.

Il fatto che le barriere di genere e gli stereotipi debbano essere sconfitti dovrebbe essere normale.

Perché un cartellone paritario proprio adesso? Perché avremmo già dovuto farlo da molto tempo. Perché, riguardando i nostri vecchi cartelloni e nonostante i passi avanti delle ultime edizioni, avevamo bisogno di andare ancora più in là. Se metà del nostro pubblico è femminile, perché non dovrebbe esserlo anche metà del nostro cartellone?

La nuova normalità, quindi, o ciò che dovrebbe esserlo: che alle artiste donne sia dato lo stesso valore e le stesse opportunità rispetto agli artisti uomini, e, di conseguenza, lo stesso spazio. Il fatto che al Primavera Sound il 50% degli artisti presenti sarà donna ha un valore, che va aldilà – o, appunto, sarebbe normale che andasse aldilà – del festival in sè: ed è un valore culturale gigantesco, se pensiamo alle dimensioni del Primavera, di fatto uno dei festival più importanti del pianeta.

Educare all’eterogeneità, abituare alla parità di genere – e pazienza se i vecchi reduci dell’indierock storceranno il naso, o l’esercito di coloro che vedono retorica dappertutto avranno da ridire anche questa volta: la nuova normalità convincerà piano piano anche loro.

Per districarsi nel groviglio dei mille artisti che troverete al Primavera, Dirt viene in vostro aiuto: trovate qua sotto i nostri Consigliatissimi giorno per giorno, e qui una super playlist Spotify con il meglio di quel che ascolterete a Barcellona.

Giovedì 30 maggio:

Future

FKA Twigs

Mac DeMarco

Clairo

Tomberlin

Venerdì 31 Maggio:

Tame Impala

Cardi B

Jawbreaker

Suede

Yves Tumor

Snail Mail

Sabato 1 Giugno:

Rosalìa

James Blake

Modeselektor

Built to Spill

Lizzo

Tierra Whack

Boy Pablo

Bonus:

Deerhunter

Apparat Dj Set

Cuco

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