Piero Marras – Osposidda: La sfilata dei cadaveri

Musica

Ad alcuni il nome di Piero Marras non dirà niente.
Insieme ad Andrea Parodi è uno dei più grandi autori in limba sarda degli ultimi trent’anni. In pochi sono riusciti a descrivere la Sardegna come lui, tra Storia, amore e folklore.
Le atmosfere ed i personaggi isolani prendono vita tra i vicoli delle bidde e l’aggrapparsi all’anima delle tradizioni, ingiallite con l’incedere del tempo.
Questa canzone è il racconto del tragico “conflitto di Osposidda”, sperduta località Barbaricina teatro di un sanguinoso scontro a fuoco tra i sequestratori dell’imprenditore Tonino Caggiari e le forze dell’ordine.
Alla fine di quel rocambolesco 18 gennaio 1985 rimasero a terra, esanimi, i corpi di cinque uomini: quattro sequestratori ed un poliziotto.
Dopo lo scontro a fuoco gli agenti si misero in posa sorridenti, facendosi fotografare accanto ai cadaveri, come cacciatori orgogliosi nel mostrare le proprie prede; caricarono i corpi su quattro camionette e sfilarono a passo d’uomo per le strade di Nuoro, a sirene spiegate, mostrando ai cittadini il frutto della loro vittoria.
In una Sardegna divisa tra chi glorificava il banditismo come espressione massima della Balentia e chi invece riteneva necessario e doveroso il pugno di ferro, l’opinione pubblica non perdonò il trattamento disumano riservato ai sequestratori.
L’omelia del vescovo di Nuoro, monsignor Melis, diventò la voce di gran parte del popolo sardo, anche di quello non credente: «Non si deve dimenticare che la misericordia non è in contrasto con la giustizia, ma la eleva e la supera: è in altre parole una forma superiore di giustizia che va alla radice della riconciliazione fra gli uomini».

“Sonende bos passizan            “Al suono di clacson
finas in s’istradone                   vi esibiscono per strada
omines assimizan                     assimilano uomini
a peddes de sirbone”.               a pelli di cinghiale”.

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