Paolo Conte: quella snob, plebea dozzina

Musica

Prima di tutto vorrei avere il privilegio di scrivere due parole su Paolo Conte senza appellarlo, inevitabilmente, l’avvocato in musica. La scelta dei brani è stata diff… No!, ho scritto avvocato in musica! Dunque: calma. La scelta, dicevo, è stata quasi arbitraria: troppi, sono i brani che rivestono per me un significato tutto particolare. Si noterà che dopo Elegia, nonostante belle canzoni come Clown o Leggenda e popolo, non ho incluso nessun brano: la grande ispirazione passa per tutti – ma chissà, speriamo in  guizzi finali. Non approfondire l’argomento-Conte è stato invece semplice, per me; ci sarebbe da scriverne così tanto che, per overdose, decade l’ipotesi.

Solo due piccole note: primo, non c’è Genova per noi solo perché non esiste quella di cui mettere il video; è quella che suonerà al prossimo concerto, è quella biascicata mentre l’ha composta, è quella che appartiene ai pianobaristi di periferia; né Gli impermeabili perché assorbe in sè, ai miei occhi, tutta l’opera. Secondo, confesso che fra i dodici brani non ho voluto mettere il “mio” per eccellenza, ma se voi direte il vostro, mi aprirò: scrivetemi, ho bisogno d’affetto! Fa più Carboni che Conte, lo so, ma tant’è; nel frattempo, buon ascolto (avvocato, avvocato, avvocato!). (Lu po)

Lo scapolo, Paolo Conte, 1974

Uomo camion, Un gelato al limon, 1979

Diavolo rosso, Appunti di viaggio, 1982

Hemingway, Appunti di viaggio, 1982

Simpati-simpatia, Paolo Conte, 1984

Sparring partner, Paolo Conte, 1984

Max, Paolo Conte Live, 1988

Ho ballato di tutto, Parole d’amore scritte a macchina, 1990

Eden, Parole d’amore scritte a macchina, 1990

I giardini pensili hanno fatto il loro tempo, 900, 1992

L’incantatrice, Una faccia in prestito, 1995

Non ridere, Elegia, 2004

900

Price: EUR 9,40

4.5 su 5 stelle

 

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