“Occupato!” – Bagni pubblici e realismo socialista

Oscenità varie

Torniamo per due secondi nella Russia degli anni Trenta. Con la fantasia, ché se possedessimo la tecnologia per farlo davvero probabilmente la utilizzeremmo per uccidere Hitler (peccando di scarsa fantasia) o per impedire la fondazione del Milan (se siete gobbi).

La Russia degli anni Trenta era tutto un realismo socialista. Si chiedeva alle arti e agli artisti di essere vicini al Popolo, di non escluderlo, di renderlo partecipe con sforzo nullo alla bellezza, purché, beninteso, la bellezza non scantonasse dal vangelo marxista-leninista.
E così, che il romanzo sia realista!, e la pittura figurativa!, il cinema propaganda!
E che la musica sia fischiettabile: il proletario infatti non sa che farsene di un concerto degenere e formalista – e povero Sostakovic, e povero Stravinsky.
Il tempo ha vivaddio fatto giustizia, ed il compagno e teorico Zdanov è morto corpo e anima.

Cambiamo apparentemente discorso: siete mai andati in un bagno pubblico, signori?
Dovevate pisciare, giusto? E quante volte la porta non chiudeva? Nessuna chiave interna, nessun paletto.
Così, per evitare che qualcuno entrasse e vi sorprendesse col verme in mano, vi siete improvvisati contorsionisti, con una gamba che puntella la porta infida mentre l’altra guadagna centimetri verso il cesso, nella speranza che dove non può l’equilibrio possa la mira.

Esiste una seconda tecnica, meno instabile: la fischiatina territoriale.
Chi voglia far sapere che il bagno è occupato farà procedere di pari passo la pisciata a un motivetto orecchiabile fischiettato abbastanza forte da tenere in riga chi sta fuori dalla porta. Una pisciata socialista, aderente alle tesi zdanoviane del realismo socialista.
Verrebbe da fischiettare L’Internazionale – che però richiede una nitidezza di sibilo che solo Alessandro Alessandroni si può permettere ed è un tantino troppo solenne per l’occasione – e nel mio caso per le dimensioni in gioco.
Volendo enunciare una legge, il fischiettìo è per gli uomini quel che l’amica nel momento del bisogno è per le donne.

Tra parentesi. Questa è la seconda volta che ciancio delle cose che possono avvenire in un cesso. Non ci sarà una terza volta.
Di George Lucas ne basta uno. (palinuro)

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on TumblrShare on Google+Email this to someone

Leave a Response