Miss Italia alle grandi manovre

Oscenità varie

Una meraviglia, vivere ogni giorno con una notiziola leggera che s’accompagni a un’altra tragica o preoccupante; poi, di nuovo s’inventa, si reinventa, si ricicla, si raccoglie col triciclo, e si perpetua santamente questo ciclo.

È la democrazia del telegiornale – RAI e Mediaset in particolare – e di molti rotocalchi televisionari o virtuali: ti faccio stare bene, ti faccio stare male, in una dialettica compresenza sensoriale che permetta, addizionando l’una all’altra sensazione (come l’effetto da lontano di un quadro pointilliste) una specie di complessivo equilibrio indotto. Il Ferretti dei CCCP stava invece bene e male personalmente e infatti, fra le altre cose, non guardava la tv, oltre a non studiare e non lavorare. Ma una cosa la sapeva: sapeva di non sapere – socratico par excellence – sia riguardo al dove stare che al cosa fare.

E adesso, chi sa di non sapere? La nuova Miss Italia. Non può non saperlo, adesso, visto che mezzo mondo le si è ribaltato addosso come un’onda di Hokusai, per dirle quanto sia stata infelice l’affermazione sulla seconda guerra mondiale. Bene! io sto qui a difenderti, piccola. Come, perché?! Perché sei uno straordinario bocconcino! Un plauso, infatti, va da parte mia alla prescelta, bella e erotica e non, come spesso accade a Miss Italia, bella-ma-accettabile-per-chiunque-ovvero-non-sensuale-ma-piuttosto-la-figlia-che-vorremmo. Io, non so come vorrei i figli o le figlie, so però che il prosperoso seno e il musino vezzoso di questa ragazza (non mi ricordo il nome, non ho visto la gara, etc etc; ma ho visto qualche foto, quelle sì) raccontano la splendida Storia di un corpo (tranne le gambette un po’ secche, a mio gusto), anche se quel corpo – paradossi della vita – non è a proprio agio con la Storia dei corpi morti durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma non svolterò, oltre queste parole, che incarnano in breve l’infelicità della frase, in direzione opposta alla mia dichiarazione di difesa.

Primo, perché è semplicemente un’esigenza dei nostri tempi far parlare, o far vedere cosa sanno fare, le concorrenti di un concorso di bellezza:si vuole sapere di più della persona, se la si deve votare, perché siamo tutti protagonisti, dal GF in su; poi: risulta inaccettabile, evidentemente, votare per la mera bellezza. Bisogna mostrare che c’è del sale, nella zucca delle ragazze! Ma cos’è, un difetto, la bellezza? A Totti vengono chieste le tabelline, o deve giocare bene a calcio? Se la Boldrini va a Miss Italia, di sicuro affermerà qualcosa di convincente in merito alla fame nel mondo, ma non vincerà la competizione (diverso sarebbe il discorso, se si presentasse a Miss Cougar, o a Miss Sembra-incredibile-ma-riesci-a-stare-antipatica-anche-quando-hai-ragione); insomma, ci siamo capiti. Poi, certo, è un pre-test per capire se la miss è una meteora o potrà essere una valletta, un’attrice, o altro, ok; ma la gara, è di bellezza.

Secondo, perché l’ingenuità (apparente, per me: ma saremmo già al terzo punto cardine della difesa) è mitigata dalla fascinazione per l’epoca. Indubbio, che la Seconda Guerra Mondiale sia uno scenario pieno di corse romantiche del soldato che rischia tutto, per guardare un solo istante, ancora, la sua bella; che il pilota, un foulard al collo, di uno di quegli aeroplanini smitragliatori, sia un sogno collettivo nel DNA di un determinato tipo di donna; che le forti passioni vengano accese, in un clima acceso. Ugualmente, migliaia di soggetti sui templari, sui gladiatori, sui vichinghi, si trasformano in filmoni che riempiono le sale: «Ah, vivere nel Medioevo!», potrebbe affermare uno scrittore, perché Lancillotto, Ginevra e l’amor cortese è in quel periodo, che hanno stazionato; non lo dichiarerebbe mica perché vorrebbe schiattare di peste o essere sgozzato dal primo saraceno trovato durante la crociata benedetta. E così questa peperina dal capello corto: è l’immaginario storico che la fa sognare. Voleva dire altro, secondo voi?!

Terzo, suvvia: non viene in mente che sia un lancio pubblicitario cinico ma riuscito?! Può darsi non sia così, che sia solo uno s-fortunato boomerang mediatico lanciato verso l’Iperuranio delle figure di merda, per tornare in mano alla ragazza con un carico in più di candida notorietà, impensabile altrimenti: da qualche anno il prodotto Miss Italia è in mano a La7, dopo una storica alleanza fra la RAI e mr. Mirigliani (oggi, probabilmente, ammiratissima mummia nella Valle dei Re), e lo gestisce quella furbacchiona della Ventura; ha bisogno di un rilancio. Potrebbe, quella frase,essere stata suggerita, per far esplodere un’allegra bomba atomica non di Hiroshima ma di popolarità? Tutti, in questi giorni, ne parlano. Poi la notizia sarà sostituita in breve, e solo allora si vedrà se il soldato Jane ci sa fare o è vittima/carnefice di un’arte che ha, come maestro, Enrico Lucherini: l’invenzione gossippara come medium pubblicitario. Corna, fughe, fitti misteri… Con un corrispettivo perverso, proprio in quel mondo che la nuova Miss Italia sogna di rivivere, quello cioè delle tragedie, o comunque dei grandi eventi. Ci sono troppe foto perfette per incarnare un momento storico, troppi Aylan, troppe frasi dette al momento giusto, per essere tutte vere (così come è altrettanto sciocca, a mio parere, un’eccessiva fede nella controinformazione, dallo sbarco sulla luna inscenato a Elvis Presley tornato su Marte, da dove in realtà veniva: io non so quali casi siano reali e quali no; postulo però che qualcuno lo sia, e qualche altro no). Ovvero: il virtuale è nato molto, molto prima del computer.

Signori della Corte, ho finito; adesso, lasciamo che la nostra Miss, a Yalta, decida del nostro destino – cioè, di cosa farci parlare per un paio di giorni – insieme a Stalin, Churchill e gli altri amiconi. In fondo, è stata tutta gente di spettacolo: lei, a conti fatti, è lì per imparare. (Lu Po)

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