Memorie di una strega rossa

Letteratura

Spiega l’autore Giuseppe Zaccaria che “è stata una delle donne più influenti del mondo, teneva rubriche su giornali e rilasciava interviste, visitava accademie e governi mentre suo marito parlava solo nelle riunioni politiche e sfuggiva ai riflettori. L’hanno dipinta come l’ultima delle imperatrici bizantine, descritta come donna indecifrabile e appartata, un po’ Antigone e un po’ Elettra e per anni il più grande disegnatore satirico di Belgrado, Coram, ha tratteggiato il suo presidente com un ragazzino complessato che obbediva ciecamente agli ordini della moglie-madre […] questa donna ha sfidato il mondo e ostinatamente, dal suo punto di vista coerentemente, rivendica e tenta di salvare la dignità di quelle scelte“. Il marito-presidente è Slobodan Milosevic, ex leader del Partito Socialista Serbo, ex presidente della Serbia e della Repubblica di Jugoslavia, il maggiore responsabile dei massacri avvenuti durante gli anni 90 nel territorio dei Balcani; la moglie è Mira Markovic, latitante in Serbia dal 2003, ovvero immediatamente dopo la scadenza della protezione che l’immunità parlamentare le aveva garantito fino a quel momento.

La prima volta che sono andato a Sarajevo, 11 anni fa, ciascuno dei membri delle varie associazioni che incontrai si affrettarono a spiegarmi che la guerra che aveva colpito la Bosnia -e, in particolar modo, l’assedio di Sarajevo- era uno scontro senza vincitori né vinti, in cui ognuna delle parti in causa era stata sia aggressore che aggredita; nel corso degli anni e delle successive visite a Sarajevo ho realizzato quanto la teoria del “tutti sullo stesso piano” fosse, oltre che falsa, paradossalmente tendenziosa, rientrando in una logica di non-attribuzione delle responsabilità individuali (politiche, certo: le improvvisate azioni criminali dei vari gruppi paramilitari presenti in gioco perdono di valore davanti alle premeditazioni machiavelliche e agli errori di valutazione dei politici coinvolti), che sono da assegnare in quantità differenti e a cui è necessario attribuire diverse gravità. Il conflitto nei Balcani è stato una guerra che ha visto -a grandi linee- un esercito aggressore, ovvero quello serbo, e popoli aggrediti -prevalentemente quello di origine bosniaca.

Il libro di Zaccaria, “Memorie di una strega rossa“, è un’intervista-fiume a Mira Markovic, nel quale la moglie dell’ex presidente descrive approfonditamente la propria vita da figlia di militanti comunisti fino ad arrivare alla dissoluzione della Jugoslavia e, successivamente, all’arresto del marito. È, per ovvi motivi, un libro di parte, o perlomeno l’intervistata cerca di renderlo tale: anche per questo motivo, o proprio per questo motivo, è una lettura necessaria per tutti coloro che, nell’affrontare analisi politiche e anche in presenza di idee e opinioni personali ben definite, sono interessati ad ascoltare più di una voce.

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