LO SGARBI DESNUDO E IL PRIMO MAGGIO

Oscenità varie

Piccolo putiferio mediatico di giornata, dal momento che il primo maggio, festa dei lavoratori, può ormai stimolare un livello di dialogo e un ventaglio di temi per mantenerlo acceso – come la griglia che molti s’affanneranno ad adottare quali novelli Prometei – tali che, al massimo, si può ruotare attorno a questo miscuglione: Eeeh, la Coop è di sinistra ma loro la fanno, festa, ehhhh!/Il Crotone è in serie A (il Frosinone, forse ancora per poco, lo è già: visionario Gaetano, catchy Calcutta, al riguardo)/Ti avevo detto di prendere tre confezioni di rostinciana! Non due: TRE!/Ma chi minchia è ‘sta biondina che presenta il primo maggio a Roma, quest’anno?

Perciò, lo Sgarbi nudo (brrrrr!) apparso sul profilo Facebook dello stesso, ha disturbato gli stomaci più fragili della comunità virtuale. Perché possiamo votare se una marocchina spacciata per egiziana è minorenne a insaputa del premier; possiamo postare foto dei down recanti la scritta – che li discrimina – so che nessuno metterà “mi piace”; possiamo scambiarci foto allusivamente pornografiche; ma se uno decide, paciosamente, d’esser vanitoso e provocatorio all’acqua di rose (perché certo, sì, Sgarbi lo fa apposta. Ci si diverte), allora è scandaloso. Prendiamo l’esempio banalissimo di Ruby: lo è stato eccome, scandaloso, per la parte politica opposta. Ma doveva esserlo al di sopra di ogni fazione, no?! Doveva esserlo per l’Italia. E qui, sul doveva, già mi si può ricordare che il verbo in questione implica una Morale assoluta. No; questa è l’opinione di chi scrive. Il punto non è infatti questo, ma il dislivello di pesi e di misure basati soltanto sull’occasione (non, fissate su principi discutibili o meno, ma saldi) rispetto all’indignazione.

Due parole sulla foto: dannunziana. Il pube e la posizione delle gambe che nascondono ciò che c’è sotto il pube: mi ricorda il killer de Il silenzio degli innocenti quando, allo specchio, trasogna d’esser donna. Il confinare dell’età e dei capelli sale e pepe di Sgarbi con la quota “persona matura”, quasi anziana: altro motivo, ancora per molti (nonostante girino, già da tempo, retoriche foto di vecchi che si baciano appassionati) di lieve irritazione, poiché secondo gli schemi usuali la nudità, il sesso e così via s’accoppiano o ai giovani o a Richard Gere, stop. Infine, l’agio totale della posizione, che vuol dirci: sto abitualmente nudo. Faccio quello che mi pare. Mi siete indifferenti ma non ho paura al contempo d’esser vanitoso e farvelo vedere, che mi siete indifferenti. Capre! Eh no, Sgarbi! Perché te dovresti far quello che ti pare???!

Credo, in definitiva, che oggi non ci fosse di meglio. E che l’immaginario collettivo si sia addirittura impoverito, dopo che il Novecento l’aveva indottrinato fino alla follia con le scuole di partito e Hollywood. Il primo maggio poteva far venire in mente la Rivoluzione Industriale, che ha prodotto due figure legate e contrapposte, cioè il capitalista e il proletario. Noto che la prima figura è in crisi per via della globalizzazione e cerca nuovo volto all’interno dello stesso modello (il capitalismo classico, che non è storicamente più attuabile). La seconda figura, ha cessato d’esistere in alcuni settori; o è tornata apoliticamente e astoricamente ad essere, tout court, classificata come nuovo povero; o, se il termine è in ogni caso passato quanto i pantaloni a zampa d’elefante, il proletario che resiste (l’operaio FIAT e così via), segue il declino dell’imprenditore che si raccapezza poco in questo nuovo mondo economico ma, come sempre, lavora uguale uguale ai periodi in cui aveva senso il termine; oppure, molto di meno ma, non grazie alle conquiste del Progresso; semplicemente, perché in cassa integrazione, licenziato di fresco, esodato. Da uno sguardo d’insieme, il fu-proletario è figura più duttile del fu-capitalista. Di fronte a tutte queste considerazioni allora sì, mi piace vedere gongolare Sgarbi, gnudo, (come si dice dalle mie parti), che si fa i beneamati suoi cabbasisi. Che pace.

PS Livello di moralismo dell’appena terminato articolo, stimato al 100%. Proudly! (Lu Po)

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