LE PILLOLE DI DIRT PRESENTA: “Nonagon Infinity” – TAPIS-ROULANT DEL TERRORE!!!

Musica

“Nonagon Infinity opens the door, NO NA GON IN FI NI TY opens the door…”
è un martellante mantra che mi picchietta le tempie con cadenza kraut-ossessiva, non mi lascia in pace nemmeno quando provo a chiudere gli occhi, quando vedo tanti punti fluttuanti e colorati dipanarsi come un virus di stelle filanti e fuochi artificiali nella volta oscura della mia retina occlusa.
Continuo a correre.
“Ma com’è che si esce da questo posto? Cosa bisogna fare?” mi chiedo, sull’orlo della disperazione, quando ormai i miei occhi schiusi e stanchi palesano un albume roseo e stressato di fronte al maelstrom di colori, figure geometriche, suggestioni esoteriche e visioni terrificanti che nemmeno un Lovecraft ricolmo di peyote sarebbe riuscito a partorire. Questi sono dei mostri veri, ve lo garantisco.
Eppure, quando sono salito su questa giostra ero discretamente preso bene, diciamo in palla. Ero pure un po’ perplesso, ma sicuramente curioso, spinto da quello sfrigolìo alla bocca dello stomaco, quel soffrittino viscerale che molti amano definire “magone”: ebbene, qui di magoni ce ne sono eccome, ma portano ampi cappucci conici e vestaglie folgoranti, con stelle, pentacoli, cerchi ed altre diavolerie disegnate sopra: è un mondo di forme che si ripetono e si accartocciano su se stesse, ripetendosi all’infinito nel dungeon del terrore.
NON SI SCAPPA: un cartello, un monito che sette cavalieri dalle lontane terre neozelandesi hanno lasciato all’ingresso di questa giostra infinita e che io, ottusamente, ho ignorato.
Sicchè eccomi qua, con il mio bel sacchettino per la bile e le cinture di sicurezza, in questa Disneyland oscura del “left hand path”, popolata da demoni volanti, robot pedanti, vespe giganti ed avvoltoi parlanti, blablablabla quanto parlano, e come ti guardano di traverso, con quei colli lunghi e grinzosi, con quegli occhi lucidi, vispi e indagatori di chissà quale orrendo peccato che si cela nelle profondità più recondite delle tue mutande. Che ormai sono sporche, ammettiamolo, perché la nausea ha preso il sopravvento, e il tapis roulant del terrore si è richiuso su se stesso, come quelle figure fluttuanti, ed è diventato Nastro di Möbius, una ruota per criceti. Che gira e gira e gira, per sempre.
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ATTENZIONE! AVVERTENZA INFORMATIVA:
“Nonagon Infinity” è un album musicale, ma potrebbe causare effetti collaterali su ascoltatori con principi di attacchi di panico e/o affetti da morbo di Andreotti. Tenere lontano dalla portata dei bambini e della terza età.
La band che ha composto, suonato e registrato l’album si chiama King Gizzard & the Lizard Wizard, e non si prende nessuna responsabilità per eventuali effetti collaterali sull’ascoltatore, quali:
Nausea;
Convulsioni;
Labirintite;
Mal di Testa;
Altre robe schifose che ti fanno rimettere come un capretto il pranzo di Pasqua e pure Pasquetta, e senza imbuto.
La band viene dall’Australia, il frontman si chiama Stu MacKenzie ed è un diavolaccio anfetaminico, una vera bestia. Ah, loro sono in sette, e fanno un casino infernale.
La band ha pubblicato 8 album in 6 anni, in culo alla SIAE australiana e alle stupide convenzioni dell’hype e delle logiche di mercato di oggidì. Tenaci.
La band, in definitiva, spacca, e “Nonagon Infinity” è il loro testamento, un nastraccio marcio di Möbius che si dispiega in 9 tracce, in un loop infinito che collega l’ultimo pelo del culo dell’album al primo colpo di charleston che lo fa ripartire, e via e via e via finchè non vi si squaglia l’amplificatore.
Echi di speed e thrash metal, una spruzzata di acidi, kraut à la julienne, soffritto di punk e in padella a saltellare per una 40ina di min. abbondanti.
Sale, olio q.b.
1 cucchiaio di Biancosarti.
E buon viaggio.

(Tommaso Bonaiuti)

Nonagon Infinity

Price: EUR 21,53

5.0 su 5 stelle

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