Le dediche nei videoclip musicali: stranizza d’amuri

Oscenità varie

Come ogni tanto accade  – poiché una certa instabilità di fondo, abitudini sbagliate e una fatale propensione ad autoassolversi possono essere schegge ingestibili – negli ultimi tempi chi scrive dorme assai poco durante le ore notturne, e recupera poi durante il giorno. 
Durante la notte, anche per motivazioni che sono talmente autobiografiche da non poter in nessun modo risultare interessanti, si preferisce uscire; ad ora tarda, certo, ché si sostiene che coloro che frequentano la notte siano più interessanti di quelli che vivono il giorno, e fino a tardi, poiché a una certa ora tanto vale non preoccuparsi più dell’orario. 

Un’ordinanza comunale romana ha vietato a pub, bar, caffè, birrerie, bistrot, enoteche, bettole, vinerie e taverne di lavorare dopo le 2:00 di notte, pena una multa salatissima per i gestori e per i clienti; e che ore sono, le 2:00 di notte, per chi ha intenzione di stare sveglio fino alla mattina successiva?
La soluzione, come accade per un gran numero di problemi diversi – in special modo quelli che rientrano nella categoria delle urgenze della domenica, ossia quando i supermercati sono chiusi – la offrono gli amici che vengono da Dhaka, da Chittagong, da Rajshahi, insomma da quello splendido territorio che è il Bangladesh e che tanti onesti e instancabili lavoratori ha esportato a Roma. 

Stacanovisti o crumiri, i bengalesi del Pigneto, di San Lorenzo, di Piazza Vittorio? E chi se ne frega! 
Aperti, sempre, in barba alle ordinanze, alle multe, e alle ore 2:00 di notte; fungono quindi, più di qualche volta, da rifugio ultimo per coloro che, come detto, preferiscono allungare la serata. 

Quest’ampia introduzione per dire come, lo avrete notato, dai televisori bengalesi non sintonizzati su maratone di musica indiana, si trasmettano canali italiani che mandano videoclip non stop; ed ancora, seppur nel 2015, e nonostante Facebook, Periscope, Whatsapp, Twitter, Instagram, nonostante tutto questo durante i video ancora scorrono le dediche degli innamorati alle innamorate, e viceversa, ed in misura maggiore le amare ammissioni dei cuori infranti che – parrebbe di capire – neanche o soprattutto di notte riescono a trovar pace.

Seduto sullo sgabello di un bengalese che né sorride né ringrazia né dice ciao né dice prego, leggo che alle 4:17 qualcuno scrive “Pietro ti amo”, ed immagino una ragazza felice, all’altro lato dello schermo, che pochi minuti fa ha telefonato al suo Pietro e gli ha detto metti sul nostro canale, che tra poco c’è una sorpresa per te: patetico? Altamente, ma che importa se Pietro e la sua amata sono felici, nel loro esser patetici ed entrambi svegli, seppur in luoghi diversi, alle 4:17?

Pochi minuti dopo, ci crolla addosso il 1998, ma nessuno può saperlo: non i bengalesi presenti, che contano i soldi della serata e si preoccupano di intercettare eventuali ubriaconi; non il gruppetto di giovani avventori, italiani, sorridenti e affamati, che allo schermo lanciano soltanto poche occhiate distratte. Insomma, il 1998, con Iris dei Goo Goo Dolls, in fondo la canzone perfetta per le confessioni notturne, in special modo per quelle più amare. 

E infatti: “Giulia, nonostante tutto ti amerò per sempre”.

Che cosa è questo tutto di cui si parla, devo domandarmi? In una città che non conosco, un giovane che non conosco ha appena decretato il suo fallimento: nonostante tutto – e quindi: puoi farmi ogni cosa, perfino più di quel che già mi hai fatto -, ti amerò per sempre – ovvero: mi hai incastrato, Giulia: non l’ho scelta, questa condizione, mi ci hai incatenato tu. Sono le 4:30 circa, e quante possibilità vi sono che questa Giulia stia leggendo questo messaggio? È forse la ragazza che sta in piedi al mio fianco, Giulia, e che sta ordinando la seconda Peroni da 66cl in meno di 15 minuti, e che in nessun momento ha gettato l’occhio sullo schermo e sui Goo Goo Dolls?

O si trova forse a Pescara, o a Salerno, o a Siracusa, o a Prato, o addirittura a Belluno o Val di Susa, la bella Giulia, e magari a quest’ora perfino starà leggendo il messaggio ma penserà “ce ne sono talmente tante, di Giulia, che c’entro io?”. Nessuna firma, nessun riferimento. 

Chi ti amerà sempre, bellissima e ingiusta e cinica Giulia? 
Un genio, forse: un vendicatore che stanotte ti punisce – quel “nonostante tutto” parla chiaro, Giulia, devi aver fatto qualcosa di molto cattivo – non firmando il suo messaggio, e quindi lasciandoti nel dubbio – perché sei vanitosa, certo lo sarai – che quella Giulia in realtà non sia te. 

Amarissime riflessioni, queste, che ci costringono – me; voi – a rivedere la nostra posizione circa il tirare a far tardi, e a rivalutare la bellezza del Sole e della città che produce e consuma. (Paolo)

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