La tristezza poi ci avvolse come il miele: la rivista Panorama e la pornografia

Oscenità varie

Quarta magnifica puntata di quella imprescindibile rubrica che presentammo e continuiamo a presentare così:

“Altro che tristezza, cari amici e amiche, qua passiamo direttamente alla fase successiva: la paura della morte, o meglio: tutto quello che ci dà la sensazione che la morte possa essere impellente. Siamo giovani, sì, ma niente può la giovinezza contro certi avvenimenti, luoghi, fenomeni, che della giovinezza e del senso di onnipotenza che ad essa si accompagna sono nemici. Oppure: tutto quello che ci ricorda la morte, o addirittura riesce a farcela augurare. Certo, siamo tutti d’accordo, è roba da psicoterapia, e infatti ci stiamo attrezzando.”

 
#6: la rivista Panorama

Molto del mio rinnovato pessimismo verso l’esistente è da addebitare alla rivista Panorama, e al suo fotografo Claudio Laurenti.
Claudio Laurenti mi scrisse, quando ancora esisteva quella bella rivista online che era RockAll, riguardo ad una foto pubblicata sul mio sito:

“Gent. Signori
con grande rammarico ho visto pubblicato sul vostro sito una foto di Manuel Agnelli,

RUBATA dal sito di Panorama.it ignorando completamente il diritto d’autore

Ebbene vorrei che levaste immediatamente la foto in questione oppure previo pagamento della stessa, altrimenti mi vedrò costretto a passare per vie legali.”

Il pensiero che sia esistito qualcuno che, in passato, ha ipotizzato che io abbia volutamente cercato foto su Panorama mi devasta, produce in me l’effetto di una molotov abbandonata nell’aorta. L’accusa che la foto sia stata da me RUBATA implica che io sia un delinquente, un poco di buono, un ladro.

Mi viene da pensare che non merito questo, che io non sono mai stato così, che non dò certi sospetti, ma in realtà mi sento cattivo, amorale, e so che Claudio Laurenti ha ragione da vendere.

Il noto ladro - già autore di questo articolo - intento a rubare foto dal sito Panorama.

Il noto ladro – oltretutto autore di questo articolo – intento a rubare foto dal sito Panorama.

 #7: La pornografia

Non riesco a pensare a niente che abbia rovinato la mia vita, e le nostre vite tutte, in maggior misura rispetto al costante abuso di pornografia al quale quotidianamente ci sottoponiamo.

Dai porno italiani ’90 siamo passati a dedicarci al porno professionale esterofilo, per poi ripiegare sull’amatoriale, dopo il quale ci siamo minuziosamente creati un background culturale sulle Categories, scegliendo di volta in volta le più estreme, fino ad arrivare alla condizione attuale, per la quale un corpo di donna rappresenta un pezzo di manzo di 60 chili da sodomizzare, e due amiche che entrano in una toilette in coppia hanno sicuramente intenzione di praticare del fisting, o della golden rain, o della penetrazione tramite dildo.

Ha la pornografia rovinato quel che eravamo?
Potremmo essere persone migliori, se abbandonassimo certi hobby e una determinata visione del mondo?

Forse sì, ma, semplicemente, non ne siamo in grado.
L’iniziazione alla pornografia è qualcosa di molto serio, ed una volta dentro non ne esci più.

Si chiama “fedeltà”, ed è la condanna che ci trasciniamo dietro. (P)

Un tipico esempio di sesso senz'anima.

Un tipico esempio di sesso senz’anima.

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