La tristezza poi ci avvolse come il miele: il mare e i cinesi

Oscenità varie

Altro che tristezza, cari amici e amiche, qua passiamo direttamente alla fase successiva: la paura della morte, o meglio: tutto quello che ci dà la sensazione che la morte possa essere impellente. Siamo giovani, sì, ma niente può la giovinezza contro certi avvenimenti, luoghi, fenomeni, che della giovinezza e del senso di onnipotenza che ad essa si accompagna sono nemici. Oppure: tutto quello che ci ricorda la morte, o addirittura riesce a farcela augurare. Certo, siamo tutti d’accordo, è roba da psicoterapia, e infatti ci stiamo attrezzando.

#1: Il mare

Se penso al mare, la prima cosa che mi viene in mente è che essere ritrovato tre giorni dopo morto e gonfio e verde e ripieno di pesci che ti covano nella bocca è una probabilità molto concreta.

Jeff Buckley, che all’epoca davvero era così bello e angelico da farci credere che mai gli sarebbe potuto accadere qualcosa di tanto spiacevole, si tuffò in un affluente del Mississipi e lo ritrovarono qualche giorno dopo, impigliato in un ramo che si tuffava nell’acqua, che sembrava un’unica gigantesca vescica, tutto gonfio – e tralasciamo gli altri particolari-, e soprattutto morto in maniera irreversibile.

Perché lui sì ed ognuno di noi no? Perché, in special modo con l’arrivo dell’estate, non dovremmo considerare più spesso il fatto che ciascuno di noi potrebbe essere destinato alla medesima terribile sorte?

Inoltre il mare ha questa particolarità di essere notoriamente sterminato, ed è da stupidi pensare che in uno spazio così tendente all’infinito, qualcuno, ogni tanto, non ne esca fregato. Ed è da ottimisti pensare che debba succedere sempre a qualcun altro.
Il mare è dunque quello che ti entra in bocca quando non vuoi, poi nelle narici, poi ti tira giù, e anche tu diventi una vescica di 80 chili almeno.

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Non è un film, l’ho visto coi miei occhi! Attenti al mare, amici.

 

#2: I cinesi

I cinesi hanno un colore della pelle molto particolare, infatti, se non fosse per quella loro esclusiva e particolarissima faccenda degli occhi stirati, hanno come caratteristica primaria il fatto che il loro colore è quello dei bianchi dopo che i bianchi sono morti.

Il cinese medio, infatti, è notoriamente di quel giallo camdio chiaro che, unito ad una certa rigidità degli arti, può aiutarci a capire se una persona originariamente bianca o rosa è morta o viva.
Questo test, appunto, non può valere per gli abitanti della Cina.

Se solo i cinesi avessero gli arti rigidi e gelati, oggi avremmo una Cina senza neanche più un cinese vivo! Da non credere! (p)

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Classico esempio di cinese con gli arti ancora non rigidi: vivo.

 

 

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