La magnifica estate 2014 uguale a ogni altra

Oscenità varie

Se c’è qualcosa che questa estate 2014 agli sgoccioli ci ha insegnato, è la certezza che le mete turistiche giovanili più in voga degli ultimi anni -quelle che, se per ragioni anagrafiche non si tramandano di padre in figlio, lo fanno magari da zio a nipote, certamente da fratello maggiore a minore- sono ancora lì, affollate ed ambite oggi come e più dello scorso anno e di dieci anni fa.

Mecche del divertimento, capitali della disco, Ibiza, Mykonos, Hvar, Lloret de Mar parlano gli stessi dialetti, e anzi sono la stessa cosa, tanto che dalle loro sponde riusciamo a differenziarle solo per certi elementi d’architettura; l’inglese e il nostro italiano -l’immancabile napoletano e il milanese maestrino- rappresentano le lingue ufficiali, tanto delle bionde e svolazzanti americane e olandesi quanto degli abbronzati e sfrontati giovani di Castel Volturno e di Abbiategrasso.

La regola è una soltanto, ed è sempre quella: divertirsi, approfittando di ogni discoteca, club o locale disponibile, insomma di ogni fonte accessibile di musica ballabile; lo slogan, taciuto eppur universale, è una reinterpretazione contemporanea del più fascista tra i motti antifascisti: “balliamo tutto e lo balliamo subito!”, ché non vi è tempo di aspettare, che le gambe fremono, le gonne svolazzano, gli inguini prudono.

Assiepati sui muretti dei lungomari, gli ultimi anziani rimasti osservano il brulichio ed i polpacci dorati delle  vacanziere, e tra loro commentano che se avessero avuto 50 anni di meno altro che!, quello sarebbe stato tutto cibo per le loro fauci, dato che-si sa- la passione non conosce ostacoli linguistici, i ragazzi di oggi perdono troppo tempo, e nel dopoguerra si sapeva come corteggiare una donna.

Se avessimo un figlio, sarebbe da portarlo su una di quelle che colline che si trovano alle spalle delle coste montenegrine, ed in silenzio osservando la prateria dorata e vergine dall’alto gli diremmo “figliolo, un giorno tutto questo sarà un club”, consapevoli che la vicinanza con la pericolosamente notturna Croazia finirà prima o poi per contagiare tutto e tutti.

Così si osserva l’estate 2014: nell’ora dell’aperitivo, quando il macho pescatore lancia le prime sapienti occhiate a fungere da esca, e di notte, quando i gruppi di giovani turiste troveranno conforto in anonimi amplessi -sia chiaro: anonimi non perché irrilevanti, semplicemente perché difficile sarà ricordare il nome dello stallone che offrì la propria criniera.

Nel frattempo, cisterne di Vermouth e di rum si riversano sulla città, il mondo appare un luogo finalmente amico, e resistere alla calura che solletica gola, addome e interno coscia non si può più. (p)

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on TumblrShare on Google+Email this to someone

Leave a Response