La giovane Virginia Woolf

Letteratura

Se valessi un decimo di Roland Barthes scriverei qualche pagina sulla fenomenologia di Virginia Woolf – mito d’oggi che ai tempi di Barthes era ai suoi primi bagliori: com’è stato infatti possibile che l’autrice di opere non facili come Al faro (un libro per cui ho sentito dire tre volte, quasi ci si fosse passati il copione di mano in mano, “L’ho abbandonato a pagina 5”. Che ci sia di tanto scoraggiante a pagina 5 è cosa che dimentico ogni volta di controllare). Com’è stato possibile che l’autrice di Al faro, di Mr Bennett e Mrs Brown, di Le onde e La torre pendente sia diventata un’icona conosciuta anche da chi non ha mai letto una sua riga?
Tutti ne conoscono il profilo dal set di ritratti in abito bianco del 1902, due anni prima che la Woolf pubblicasse sul Guardian il suo primo saggio letterario. Allora Virginia ‘Gin’ Stephen era un’intelligentissima e nasuta ventenne con una vena ironica e civettuola – vena che nel mito è stata soppiantata da un eterno cipiglio dolente alla The hours – e con un tocco di antisemitismo da salotto che non le impediranno di pigliare cognome da un marito, Leonard Woolf , che in casa Stephen verrà sempre chiamato affettuosamente ‘l’ebreo’, per l’appunto.
Ma a vent’anni Ginny scriveva e indirizzava le sue fantasiose lettere d’innamorata inconsapevole a Violet Dickinson; una quacchera.
I gusti son gusti. (palinuro)

Tutti i romanzi

Price:

4.2 su 5 stelle

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on TumblrShare on Google+Email this to someone

Leave a Response