La fine Arte del litigare per i film di Tarantino

Cinema

Le discussioni nate per decidere quali siano le pellicole migliori di Quentin Tarantino mi hanno sempre sorpreso per la capacità di creare risse verbali Sgarbiane anche tra persone prossime alla santità.
Ho visto gente alzarsi dal tavolo, paonazza e sbavante, augurare agli astanti l’arrivo di Equitalia dopo aver sentito dire sommessamente: “si, ma Jackie Brown è un gatto attaccato ai coglioni, durante il film ho finito 3 livelli di Angry Birds addormentandomi due volte“, oppure ragazzi innamorati persi di una tipa darle della ebete alla prima uscita, dopo mesi di baccaglio via whatsapp, per un infervorato: “Django Unchained è la punta massima di Tarantino, quando Django fa esplodere la casa poi guarda è una cosa totale“. E non dimentichiamoci del classico: “beh, se il tuo film preferito è Pulp Fiction non conosci veramente la sua filmografia, sei un fighetto, non ti meriti niente dalla vita“.
Quando un regista riesce a creare tra i suoi estimatori una voglia di prendersi a cinghiate così vibrante sicuramente può essere contento del lavoro svolto sul set.
Certo, non mancano nemmeno i detrattori, pronti ad accusarlo di continui, spudorati e ripetuti saccheggi.
Tarantino ha fatto suo un mondo cinematografico sterminato; che si tratti di B-Movie, Exploitation o il poliziottesco e l’horror italiano dei vari Fulci, Bava e Lenzi, ha sempre dimostrato una capacità spaventosa nell’assimilarne l’anima e personalizzarla.
Tra sceneggiature infuocate, dettagli curati ossessivamente ed una capacità di creare dei team di lavoro perfetti per fotografia, montaggio, scenografia e colonna sonora, accusarlo di mero plagio diventa davvero arduo.
Noi oggi abbiamo scelto queste tre perle; nel mentre stiamo ancora metabolizzando The Hateful Eight.
Lunga vita a Quentin.

 

 

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4.3 su 5 stelle

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