La Caduta – Gli ultimi giorni di Hitler: La quotidianità del male

Cinema

Dal secondo dopoguerra per la Germania fare i conti con la propria Storia è stata una sfida continua.
La metabolizzazione della dittatura ha avuto un percorso ben diverso da quello italiano: al di là di sacche –  più o meno piccole – di stampo nostalgico, la storicizzazione del fenomeno nazista è stata eseguita con uno spirito di rinnovamento. L’oggettivare l’esistenza di un passato incancellabile ha rappresentato l’inizio di una vera rinascita sociale e culturale, vissuta anche attraverso la musica, la letteratura ed il cinema.
Il regista Oliver Hirschbiegel, durante la realizzazione de “La Caduta – Gli ultimi giorni di Hitler“, sapeva bene di non avere tra le mani un compito facile. Alla sua uscita nel 2004, oltre ai meritati plausi della critica, il film non fu esente da contestazioni per aver dipinto anche il lato umano e domestico del dittatore; per molti una mossa cinematografica azzardata e moralmente offensiva.
La pellicola di Hirschbiegel (ispirata a La disfatta, scritto dallo storico Joachim Fest e a Fino all’ultima ora, diario di Traudl Junge segretaria del Fuhrer) fugge dal dipingere la tradizionale estetica Hitleriana, lasciando la (ben conosciuta) figura della nemesi storica per eccellenza come contorno, senza però sconfinare in un pericoloso revisionismo.
Il punto di forza del lungometraggio – reso ancor più potente dall’interpretazione magistrale di Bruno Ganz nei panni di Adolf Hitler – è proprio questo: l’evidenziare come nei personaggi più malvagi, perversi e deleteri della Storia si nascondano semplici esseri umani… uomini con una vita quotidiana e delle debolezze, sotto molti aspetti, non dissimili dalla nostre.
E questo fa davvero paura.

Le vite degli altri

Price: EUR 8,49

4.8 su 5 stelle

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on TumblrShare on Google+Email this to someone

Leave a Response