Keith Haring – Dalla strada al mondo

Arti visive

In 31 anni di vita Keith Haring ha allargato a dismisura gli orizzonti del graffitismo e della street art.
Figlio di un fumettista (Allen Haring), Keith scopre la strada dell’arte in tenerà età, e, dopo aver frequentato la Ivy School of Professional Art di Pittsburgh, nel 1976 parte in autostop per un giro degli Stati Uniti che sarà (come dichiarò più volte) una vera e propria scuola di formazione.
La svolta definitiva nella vita professionale di Haring inizia con il trasferimento a New York, dove incontra Andy Warhol e perfeziona il suo stile alla School of Visual Art, affinando il concetto di pittura stilizzata e l’uso peculiare della policromia. Nel giro di pochissimi mesi K.H. guadagna una popolarità enorme: le strade e le metropolitane di New York diventano la tela per la sua personalissima pop-art.
Gli anni 80 saranno un susseguirsi di mostre, incontri artistici ed enormi successi  raccolti in tutto il mondo: Brasile, Australia, Giappone, Inghilterra, Francia, Germania ed Italia celebrano l’arte di Haring, che nel 1986 apre il suo primo Pop Shop a New York, un negozio\laboratorio innovativo e seminale nel quale, oltre alla vendita di gadget ad hoc, da la possibilità al pubblico di vedere gratuitamente i suoi lavori in corso d’opera.
Nel 1988, all’apogeo della sua carriera, Haring sbalordisce il mondo intero con una dichiarazione shock: “nella mia vita ho fatto un sacco di cose, ho guadagnato un sacco di soldi e mi sono divertito molto. Ma ho anche vissuto a New York negli anni del culmine della promiscuità sessuale. Se non prenderò l’AIDS io, non lo prenderà nessuno“. Una frase data in pasto ad un mondo alle prese con la paura sociale dell’Aids, malattia al tempo demonizzata dai media e marchiata come morbo degli omosessuali. Keith Haring, gay dichiarato da anni, pochi mesi dopo, in un’intervista a Rolling Stone, confessa di essere stato contagiato dal virus dell’HIV.
La sua ultima opera pubblica è del 1989: Tuttomondo, dipinto accanto alla chiesa di Sant’Antonio di Pisa è un grande murale dedicato alla pace mondiale; un capolavoro che ancora oggi allieta la vista dei passanti.
Muore il 16 febbraio 1990, lasciando un vuoto enorme nella comunità artistica.
Il merito più grande di Keith Haring è stato l’aver dato nobiltà al graffitismo, innalzandolo ad arte, grazie ad una personalità dirompete e libera.
Alla faccia di chi nella street art vede solo puro e semplice degrado urbano.

Basquiat

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5.0 su 5 stelle

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