Italicumshot

Storia e attualità

Se non sbaglio fu Sartori a inaugurare la latinizzazione delle leggi elettorali. Perciò, adesso, Italicum: Forza Italia, Italia unica, Fratelli d’Italia, Italicum… Da parecchio assistiamo a un vero e proprio rigurgito di sincero patriottismo!

Beh, non ho intenzione d’occuparmi della legge in sé: maggioritario, mangionitario, proporzionale, sproporzionato, anale, le preferenze sì (il pueblo sia padrone), le preferenze no (do you remember Prima Repubblica?); premi di maggioranza, di maggiordomanza, liste bloccate, piste sbloccate ‒ quelle sulle quali sfreccia Renzi, quelle pippate da bui funzionari su scrivanie vintage ‒ e poi patto del Nazareno, patta dell’AntiNazareno (l’Anticristo?), prima ben chiusa da una zip color Verdini Speranza, poi apertasi ed avanti, fra i miasmi, alla prossima offerta… Basta avere un po’ di fiducia, in fondo, anzi: basta incassarla.

Voglio invece affermare che sono contento, che vada a finire così. Un secolo di pensatori, da Benjamin a Kraus, da Debord a Baudrillard, fino alla celebre frase warholiana del quarto d’ora di celebrità, fino alle pareti parlanti di Fahrenheit 451, o al mondo di 1984, ci hanno spiegato ‒ pur non sapendo che sarebbe esistito l’oggetto sul quale mi leggete ‒ che si sarebbe via via assottigliata la distanza fra potere e elettore, destinato quest’ultimo ad esser (finto) protagonista della scena. Perciò, rispetto a solo 20 anni fa, prendere una qualsiasi decisione utile al Paese ma impopolare, è un grosso problema che le ideologie non possono più giustificare, in quanto care quanto vi pare, ma anche estinte.

Però i filosofi sono un’astrazione, e i libri son solo storie, gli artisti un po’ bizzarri! Così, con tutto il tempo che si aveva – tempo nel quale si muoveva ancora qualche pesce politico decente, e mi riferisco semplicemente alla preparazione, alla competenza – nessuno, a destra come a sinistra, ha voluto vedere che saremmo arrivati qui; NESSUNO si è assunto la responsabilità di farsi odiare e diventare impopolare (tranne la Fornero: sì, proprio così!) affidandosi alle leggi sacre della Terra, secondo cui alla semina che spezza la schiena, seguirà il raccolto.

Ciò che sta accadendo, perciò, non accade perché Renzi è cattivo e autoritario (anche se è autoritario, e gretto e, pur essendo una furba forzatura paragonarlo a Berlusconi, condivide con quest’ultimo la quantità di libri letta – e ho scritto letta, non Letta, eh!); accade inerzialmente perché, giunti all’esasperazione, per forza qualcuno con maggior incoscienza, o meno senso del pudore, o (chissà, io non escludo nulla) più lungimiranza, sarebbe arrivato a tentare di piegare la materia plasmabile della democrazia in modo più visibile, sfacciato, per ottenere un oggetto politico che, a buttarlo in terra, faccia tac!, ovvero: del rumore, quello che fa un oggetto reale; aberrante forse nel contenuto, e senza forse nella modalità d’ottenimento, ma dal rumore udibile.

Ci deve arrivare in piena faccia, questo Italicum e l’ennesimo cattivo precedente che con sé reca: è tutto nostro.

(Lu po)

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on TumblrShare on Google+Email this to someone

Leave a Response