Il post-referendum: 9 problems

Storia e attualità

Non saranno 99 come quelli di Jay-Z, ma questi problems pesano come fossero 9.000. Sono brucianti; e quel vuoto postcoitale che consegna al Presente ogni orgia democratica ce li mette davanti affinché, come in molti bar già si affermerà, essi ci vengano messi, poi, anche (di)dietro.

1 – Non hanno ancora spiegato a Brunetta che vive nel Brunetta Show, come il buon Truman interpretato da Carrey; o, in ogni caso, di certo non ha ancora toccato con mano la fine del suo microcosmo, come poeticamente accade nel film di Weir. Forse perché non ci arriva? (hah, hah, hah. Brunetta nano, Ferrara grasso… ok: possiamo fare di meglio, lo so!). Tronfio as always, appare di notte in conferenza stampa per chiamare alle armi la ragionevolezza e il daffare, mentre la Ragionevolezza e il Daffare lo guardano quasi con tenerezza. Caso umano.

2 – Discorso simile per Salvini, ma con le mani sporche. Dichiara che rappresenta un’alternativa credibile: excusatio non petita, accusatio manifesta! Come suonare al campanello di una famigliola bardati di passamontagna e piede di porco, affermando: «Siamo credibili per cenare stasera con voi». Pozzetto è un grande attore, lui no.

3 – Grillo e il suo pueblo. Forse, se cavalcherà questo wild wind of revolution che aleggia in tutto il globo, avrà fra un po’ il paese in mano. Per ora, che tristezza districarsi fra mille volti: vaffancularo professionista, NonCiStoista a oltranza, radicale per principio, e appena c’è un buco davvero valido da riempire dichiara che intende fare, con Mattarella, tutti i passi corretti e necessari – ovvero: dai, in classe ho fatto un po’ quello irregolare, ma alla maturità voglio passare con una bella media! Prof, vengo da lei a ripetizione?! – per arrivare al proprio obiettivo. Punk fasullo.

4 – Berlusconi. Non si può paragonare al caso di Brunetta; poi, la pseudodestra è così anoressica che se il vecchio padrone si chiede se non sia il caso di tornare in campo per la trentesima volta, nessuno lì si sogna di non prenderlo sul serio. Ma non si rende conto che ormai sta in un ospizio, a raccontare delle battaglie vinte e perse; che si sta ponendo un quesito che non aderisce più al Presente. Ha in mano le carte per il rubamazzetto e accanto il bicchiere per le medicine, ma gli sembra ancora di tenere le sorti di un paese. #SonoSempreIoNapoleone.

5 – la volgarità di D’Alema. Non è un problema politico, questo – lo è il fatto che lui c’è sempre dentro, semmai – il problema che sollevo ora è soltanto estetico: cosa gli viene in mente di dire appena Renzi si schianta al suolo e lo fa con inusitata dignità? Che spera gli sia passata la voglia di rottamare. A uno che è stato scambiato per intelligenza sopraffina per vent’anni, magari un po’ altero, viene in mente, in questo momento storico, in attesa di una forte crisi, di mettere i puntini sulle i riguardo a una vendetta puramente personale. Triste inside.

6 – la dignità di Renzi, dicevamo: se uno come lui, amico di Verdini, furbacchione, arrogante, ne esce con una lezione di stile comportamentale politico (da vero giocatore d’azzardo punta tutto, perde, e avendo perso se ne va), per contrasto il resto è una massa così maleodorante che un’acciuga lasciata al sole per tre mesi, al confronto, è Chanel N. 5. Elegante a sua insaputa.

7 – Enrico Rossi (forse il più lanciato, per ora, per una nuova leadership: l’ennesima faccia stanca con la questione morale inserita nel microchip mentale, senza capire cosa sia mai stata), Bersani, quelli che erano con Renzi e ora lo abbandoneranno, quelli che rimarranno fedeli e altre specie animali più rare: ovvero, il PD. Non va aggiunto altro. ‘Sti stronzi.

8 – Gli ultimi due problemi sono i più veri per il futuro prossimo: Renzi rimane qualcosa, grazie all’uscita dignitosa. Altri che abbiano non, la coscienza o il know-how, ma la faccia a culo per essere anche impopolare ma andare avanti come un trattore (cosa NECESSARIA all’Italia) non ce ne sono. Come si collocherà? Rimarrà al PD? Farà il suo partito? Dovrà aspettare molto per riproporsi? Renzi – così ci introduciamo al nono e unico vero, grande problema – era e potrebbe ancora essere uno strumento utile. E come tale andava usato dalla politica. Invece, niente. Cercasi ariete (non Alex) disperatamente.

9 – Noi, voi, tutti quanti. Molti commenti – anche i miei, che cercano distacco e buon senso ma, sempre commenti, rimangono – molti Lo sapevo, molta contentezza da una parte e amarezza dall’altra, molti Me ne vado dall’Italia, molti Se non vince il…, smetto di… e così via. Nessuna visione d’insieme, nessuna capacità di capire che ideologie, antipatie, principi, andavano lasciati nel cassetto per un po’. La visione d’insieme, in verità, sarebbe l’evidenza più semplice: adesso siamo di nuovo nell’instabilità, che nel Mercato si traduce in inaffidabilità; ciò che è virtuale (come era solo virtuale questa stabilità) nell’economia si trasforma in reale. Cosa pensate, che due o tre grillini cambieranno un’inerzia mondiale???!!! Che non saremo guidati più dall’economia a livello globale???!!! Pensate di combattere il Mercato cattivone???!!! Allora, intanto buttate a mare le Nike. Già sareste più coerenti. E se siete invece di quelli che hanno l’acqua alla gola, e che quindi, al massimo, possono buttare le Kalenji comprate da Decathlon, perché non avete capito che non serve a niente avere un premier che avete votato oppure no, ovvero che questi diventano dettagli, nel momento in cui non si sa per quanto tempo il mondo non troverà una formula capitalistica aderente a questa nuova Era?! Perché sì, è proprio così: l’essenza della democrazia è tentare di avvicinarsi a garantire diritti per tutti; votare, è uno di questi: non, l’essenza democratica che prevale sugli altri diritti.
Hey, Fase Storica, smascherati presto, non abbiamo le scarpe! A piedi; pestando la cacca day by day. (Lu Po)

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