Il “Golpe Borghese”

Storia e attualità

La notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970, l’ex comandante della X flottiglia Mas Junio Valerio Borghese, a capo del Fronte Nazionale (movimento di estrema destra da lui fondato nel 1967), tentò un colpo di stato con la complicità di una parte dell’esercito e di alcuni personaggi politici italiani, insieme ad esponenti della malavita organizzata e a pezzi dei servizi segreti. Il collante tra le parti creato dalla P2 non fu indifferente: tra le azioni della loggia massonica era previsto il gravoso compito del rapimento di Giuseppe Saragat, primo presidente della Repubblica italiana di area socialista. Il golpe venne misteriosamente bloccato a poche ore dall’effettiva attuazione, quando un numero ingente di armi era già stato distribuito alla milizia formata da Borghese.
La notte più buia della repubblica rimane un episodio caratterizzato da forti zone d’ombra, in particolar modo per la funzione ricoperta dai servizi segreti americani e dalla DC nel tentato colpo di stato e sulla reale causa che ne andò a determinare l’annullamento.
In un periodo storico nel quale la guerra fredda aveva raggiunto il suo apogeo, l’Italia rappresentava il più importante avamposto americano in Europa, una cerniera fondamentale tra i paesi del Patto Atlantico e quelli del Patto di Varsavia.
L’influenza della politica estera statunitense fu enorme nell’evolversi di quella italiana, continuamente sballottolata dal terrore americano nei confronti di una rapida impennata del vento comunista e socialista in Italia; una politica estera che, non di rado, andò ad alimentare il cupo periodo nostrano flagellato dalla strategia della tensione.

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on TumblrShare on Google+Email this to someone

Leave a Response