SUNN O))): IL FINIMONDO

Musica

Sì, mi piacciono i labirinti. Credo che siano l’unico luogo al mondo in cui mi senta veramente al sicuro ed estremamente a disagio, al tempo stesso.
Mi piacciono perché sono luoghi in cui è facile perdersi, ma in cui è anche bello e totalizzante perdersi; mi piacciono perché sono luoghi della mente e molto spesso mi ci ritrovo, mio malgrado o meno, in vari sogni; mi piacciono perché mi ricordano uno dei miti della Grecia Antica che preferivo di più ascoltare,  quello di Minosse e del Minotauro; mi piacciono anche perché molto spesso si trovano, a loro volta, all’interno di parchi bellissimi.

Credo che questo basti a giustificare la mia ammirazione verso i dedali, ma dovrei senza dubbio dar credito al buon Borges, scrittore magnifico, che catturò i miei occhi e la mia immaginazione un giorno di primavera di 5 e più anni fa, quando lessi per la prima volta il suo racconto “Le Rovine Circolari”. Per chi non l’avesse letto, il racconto è – in soldoni – una sorta di trip circolare-palingenetico in cui un vecchio e moribondo stregone s’interroga – in un linguaggio che sfiora la maniacalità scientifica e, (ovviamente, trattandosi di Borges) picchi di surrealismo senza apparente senso o ragion d’essere – sulle proprie possibilità di creare un archetipo umano dal punto zero, sentendosi però minacciato da strane presenze, statue di tigre che divengono cenere e ritornano alla propria essenza, statue che prendono fuoco senza apparente motivo, e via andare.
Un trip così potente da prendere quasi vita, da divenire pura e tangibile realtà, tant’è che nel lontano ’77 l’editore parmense Franco Maria Ricci, amico di Borges (nonché curatore delle edizioni italiane di molte sue opere), promise al prolifico scrittore argentino di far edificare nelle sue zone (nella località di Fontanellato, a pochi km dal centro parmense) un vero e proprio labirinto ispirato a molte delle sue opere più celebri, tra cui il racconto sopracitato e l’ancor più nota “La Biblioteca di Babele”.

E così, ci ritroviamo al nodo principale, al succo di tutta la questione: il prossimo 9 settembre andrà in scena in questa suggestiva cornice uno spettacolo dal titolo “Finis Mundi” – ispirato all’omonima opera sull’Apocalisse che Borges scrisse e perfezionò nell’arco della sua vita – e del quale i cerimonieri saranno gli esimi Sunn O))), che si esibiranno eccezionalmente all’interno del labirinto, cornice che ben si integra con le atmosfere spettrali e la tensione dei loro live set.
Lo spettacolo si preannuncia una bomba, anticipato dai visuals – collocati in un’area apposita della vasta cornice – a cura del gruppo N!03 (enne-zero-tre, collettivo di stanza a Parma che si occupa di video-installazioni e arti visuali), e che daranno forma, vita e anima alle illustrazioni del pittore ottocentesco John Martin, che anni fa furono scelte come apparato visivo per impreziosire il finimondo borghesiano, e ovviamente, il solito, terrificante e tangibile muro di suono generato dai più grandi artigiani del decibel che la storia della musica underground statunitense abbia mai conosciuto.

Il gruppo di Stephen O’ Malley è senza dubbio una scelta appropriata, per questo tipo di spettacolo – suggellato dalla presenza all’interno del labirinto dei Fudentaiko, ovvero i suonatori dei tamburi rituali del tempio zen Fudenji (collocato nei dintorni di Parma) – e io, come molti altri, non vedo l’ora di farmi risucchiare in un vortice di fiamme, maschere mortuarie, fuochi fatui e visioni apocalittiche.

E voi, siete pronti alla fine del mondo? (Tommaso Bonaiuti)

Kannon

Price: EUR 19,25

2.7 su 5 stelle

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