Il dramma di essere leghisti: Matteo Salvini

Storia e attualità

Io ci credevo che questa volta, con un esponente della Chiesa Cattolica, avrei potuto trovarmici totalmente in sintonia: potenzialmente era una grande occasione, di quelle ghiottissime, un invito per due che bastava semplicemente accettare, e il gioco era fatto.
E invece, con le parole del cardinale Antonio Maria Vegliò, capo dicastero del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti (“sono posizioni estreme, assurde, come quelli che dicono -i musulmani? Li ammazzerei tutti-  o -i migranti? Vadano tutti a casa loro. Sono frasi stupide, e non varrebbe nemmeno la pena perdere tempo per commentarle”) mi ritrovo d’accordo esattamente per un 50% -che comunque è un ottimo risultato-, ossia finché lo stesso non dichiara che su certi concetti non serve neanche esprimersi.
Perché?, sarebbe da domandarsi. Esprimiamoci, invece, ché il giochino del “non vale la pena” va a favore di chi dello sforzo -enorme, questo sì, poiché nei confronti di alcuni servirebbe un impegno quotidiano, implacabile e quindi sfiancante- dovrebbe essere il destinatario.
Altra cosa è se il concetto di “non vale la pena commentare” è sinonimo o perlomeno conseguenza del “ormai ci siamo abituati”, e quindi: non serve esprimersi, perché dovremmo farlo continuamente e perché probabilmente non porterà a niente; ed eccoci tornati allo sforzo enorme di cui sopra.
In ogni caso, quando Matteo Salvini dichiara che i campi rom li raderebbe tutti al suolo, si può pensare che siamo di fronte a:
1) una boutade: è stato spiritoso, forse un po’ eccessivo, ma questi sono questo, ovvero veraci, popolari, senza peli sulla lingua, e per questo vanno in una certa misura giustificati (per inciso, questa è un’opzione, esistente e diffusa, certo, che il sottoscritto rifiuta e disprezza).
2) un lampante esempio di populismo: “io vi capisco, italiani invasi, perché io sono come voi: italiano, invaso, e invasato (ma questo è una mia peculiarità specifica)”.
3) un bugiardo -sempre ammesso che tacere una verità molto importante sia sinonimo di mentire, e personalmente sono portato ad ammetterlo- che finge di aver dimenticato che l’amico Roberto Maroni, nel 2009, come Ministro dell’Interno, presentò e fece attuare un progetto di stanziamento di 50 milioni di euro per la creazione di campi rom tra Lazio, Campania e Lombardia.
4) un soggetto che molto spesso dimentica che le parole hanno un valore preciso, e che in certe circostanze l’espressione “radere al suolo” non è propriamente quella che un elettore si aspetta da un esponente politico -no, amici, neanche da un esponente della Lega, altrimenti ritorniamo al “non varrebbe nemmeno la pena perdere tempo per commentarle”.

Ora, se fossimo il cardinale Antonio Maria Vegliò diremmo che non vale la pena ricordare che cosa e chi sono i leghisti; invece, giusto per rinfrescarsi la memoria -che è corta, davvero troppo corta: la stessa memoria corta che ci fa dimenticare appunto che il consenso elettorale questi lo ricercano denunciando un problema che hanno contribuito a creare- eccovi qua una bella carrellata delle migliori intuizioni dei Nostri.

Le più belle frasi di Mario Borghezio, un uomo che, contrariamente ad ogni aspettativa, una volta nella vita mi ha reso felice: il 17 dicembre 2005, quando sulla tratta Torino-Milano ha trovato qualcuno di più arrabbiato di lui che gli ha ridotto il setto nasale a un purè.

“Noi siamo Celti e Longobardi..! Non siamo merdaccia levantina e mediterranea.. Noi siamo padani..!”

“Noi ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda.”

“Molte idee di Breivik sono buone, alcune ottime.”

“La Lega non cambia linea: vogliono l’8 per mille? Noi ai clandestini bastardi gli diamo il mille per mille di calci in culo con la legge Bossi-Fini.”

“Scelta del cazzo ha la faccia da casalinga” e “Questo è un governo del  bonga bonga.” (ancora in riferimento alla Kyenge).

“Quegli islamici di merda e le loro palandrane del cazzo! Li prenderemo per le barbe e li rispediremo a casa a calci nel culo!”

“Vogliono mettere il becco persino nei rifiuti di Napoli. È pur vero, che una soluzione semplice, per noi patrioti padani ci sarebbe… basterebbe regalare la Campania e il Sud alla corona di Spagna: erano già Regno delle Due Sicilie, se lo tengano pure! Noi non siamo affezionati alla munnezza di Napoli! Non siamo affezionati alla monnezza di Napoli! Se la prenda pure qualcun altro! Noi manco per il cazzo!”

“Le prime medaglie d’oro olimpiche assegnate ad atleti del Nord hanno certamente motivazioni di vario tipo. Nessuno, però, sembra avere il coraggio di dire la cosa più ovvia ed evidente e cioè che esse dimostrano la superiorità etnica dei padani, anche in questo campo. Ovviamente non si deve trarre da questa realtà alcuna conseguenza di tipo razzista, ma parimenti nessuno è legittimato a ignorarla, come invece fanno i commentatori della Rai, pagati anche da noi.”

“Io sinceramente penso che Mladić sia oggetto di accuse politiche.”

 Matteo Salvini:

“Fermiamo per un anno le vendite di case e di attività commerciali a tutti gli extracomunitari.”

“Sapete che la Russia ha scelto di sospendere le adozioni con tutti i paesi stranieri tranne che con l’Italia, perché qui non ci sono coppie gay che possono adottare un bambino. Se è così, viva la Russia.”

“Inutile e chiacchierona, vada a difendere gli africani in Africa, se vuoi difendere i profughi torna al tuo paese.” (riferendosi alla Kyenge)

“Carrozze metro solo per milanesi.”

“I poverini non sono quelli di Lampedusa che vengono disinfettati: i poverini sono i cittadini di Lampedusa e di Bergamo che poi vengono derubati da chi viene disinfettato.”

Alcune felici intuizioni di Erminio Boso, deputato parlamentare:

“Con Milošević c’era equilibrio nei Balcani; la pulizia etnica è una balla della stampa, i disastri sono venuti dopo.”

“Agli immigrati bisognerebbe prendere le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù.”

Sono razzista, non l’ho mai negato. Il ministro Kyenge deve stare a casa sua, in Congo…”

Roberto Calderoli:

“Viva la famiglia e abbasso i culattoni!”

Se ancora non si è capito essere culattoni è un peccato capitale.”

“La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni.”

“Dare il voto agli extracomunitari? Un paese civile non può fare votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi.”

“La Costituzione non fa distinzione fra elettori alle elezioni politiche e amministrative. Non vorrei mai fra cinque anni e un mese trovarmi un presidente abbronzato.”

“Non sopporto che, per difendere i loro diritti, gli omosessuali vadano in piazza conciati da checche.”

Un rapido viaggio lungo le belle regioni d’Italia, prima del gran finale:

“Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano.” (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)

“Maledetto, inquinare così il nostro sacro fiume…Vorrei vedere io se andassimo a sgozzare mucche e maiali o defecare nel Gange…” (Luca Dordolo, consigliere comunale di Udine: frase pubblicata sul proprio profilo Facebook in seguito all’uccisione di una donna indiana commessa dal marito. L’uomo aveva strangolato la donna e gettato il corpo nel fiume Po, nel giugno 2012)

“Nessuno stupra la Kyenge?” (Dolores Calandro, consigliere di quartiere nel comune di Padova)

“Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga.” (Renzo Bossi, consigliere regionale della Lombardia)

“Gli omosessuali? La tolleranza ci può anche essere ma se vengono messi dove sono sempre stati… anche nelle foibe.” (Giancarlo Valmori, assessore all’ambiente di Albizzate)

“Gli sciacalli vanno fucilati. Bisogna dare alle forze dell’ordine l’autorità di provvedere all’esecuzione sul posto. Ci vuole la legge marziale.” (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)

“I disabili nella scuola? Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati.” (Pietro Fontanini, presidente della provincia di Udine)

“E’ un reato offrire anche solo un the caldo ad un immigrato clandestino.” (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)

“Finché ci saremo noi, i musulmani non potranno pregare in comunità.” (Marco Colombo, sindaco di Sesto Calende)

“Parcheggi gratis per le famiglie, esclusi stranieri e coppie di fatto.” (Roberto Anelli, sindaco di Alzano)

“L’immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. Cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio di Santa Bona non è ancora pronto.” (Piergiorgio Stiffoni, senatore)

“E’ inammissibile che anche in alcune zone di Milano ci siano veri e propri assembramenti di cittadini stranieri che sostano nei giardini pubblici.” (Davide Boni, capodelegazione nella giunta regionale della Lombardia)

Per concludere, come promesso, vette altissime: Giancarlo Gentilini, ex sindaco di Treviso, uno a cui il sottoscritto, se già la Natura non fosse stata impietosa nei suoi confronti, augurerebbe ogni male (dove per ogni si intende ogni):

“A Gorgo hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e didietro. E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella e a sua madre.”

“Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari: io ne ho distrutti due a Treviso.

“Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante affinché faccia pulizia etnica dei culattoni.”
“Rispediamo gli immigrati a casa in vagoni piombati.”
“I gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka. “
“Voglio eliminare tutti i bambini dei zingari che vanno a rubare dagli anziani. Voglio tolleranza a doppio zero, Maroni dice “a zero”, io voglio “a doppio zero”.”
“Non voglio più vedere queste genie che girano per le strade di giorno e di notte. Questo è un primo compito, e io sono convinto che il nostro governo, i nostri parlamentari saranno in grado di dare una risposta al popolo padano, al popolo veneto e al popolo leghista. “
“Voglio la rivoluzione contro coloro che vogliono aprire le moschee e i centri islamici! E qui ci sono anche le gerarchie ecclesiastiche, che dicono “lasciate anche loro pregare”… No! Vanno a pregare nei deserti! Aprirò una fabbrica di tappeti e regaleremo i tappeti ma che vadano nei deserti!”
“Questa è gente che a casa sua era inseguita dalle gazzelle e dai leoni, la nostra civiltà è superiore a quella del deserto, a Treviso non vogliamo la casbah, gli immigrati annacquano la nostra civiltà, gli stranieri rovinano la razza Piave, dietro i marocchini c’ è una cospirazione bolscevica.”
” Bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile.”
“Io non ho nulla contro i gay, le prostitute, le lesbiche: ognuno è arbitro del proprio corpo. Non tollero però che queste esibizioni amorose, o altro, avvengano nella provincia di Treviso. Pulizia etnica quindi significa tabula rasa.”
(Paolo Arzilli)
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1 Comments
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  • mattia
    13 aprile 2015 at 14:36

    Un elenco di dichiarazioni allucinanti, intollerabili. Fai bene a rinfrescarci la memoria, che certe nefandezze non vengano dimenticate

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