Musica

Johnny Thunders: il fantastico perdente del rock’n’roll

Oggi è il ventiseiesimo anniversario della morte di un nostro piccolo grande eroe; l’indimenticabile Johnny Thunders.
John Anthony Genzale (aveva origini italiane) donò al mondo del rock un approccio nel suonare la chitarra sgangherato, seminale e personalissimo, riconoscibile in ogni album registrato nella sua tortuosa carriera, povera (numericamente) di dischi registrati in studio ma foltissima di live.
Con i New York Dolls, gli Heartbreakers e durante il periodo solista tirò fuori dalla sua Les Paul una visione del rock’n’roll primordiale, sfrontata, ma inguaribilmente romantica, rifiutando a priori l’etichetta di punk rocker, anche nel tour inglese del 1977 come spalla ai Sex Pistols, dove i brani di L.A.M.F. mandarono fuori di testa il pubblico albionico.
Condusse un’esistenza travagliata, segnata da una dipendenza lacerante dall’eroina e dalla cocaina, una debolezza che negli anni 80 rese i suoi live un circo triste, popolato troppo spesso da un’audience divertita ed invaghita nel vederlo completamente stravolto.
La sua fine rimase tragicamente in linea con la sfortuna che pervase gran parte della sua vita; morì per un’assurda overdose di metadone. Il giorno stesso del suo arrivo in Louisiana (il 23 aprile del 1991) comprò dell’LSD (spacciato per cocaina) da due pusher di New Orleans: dopo esserselo iniettato provò a contrastare gli effetti tremendi ed indesiderati dell’acido prendendo tutto il metadone che aveva portato con sé dall’Inghilterra, dove aveva iniziato una cura disintossicante dall’eroina.
Il resto, purtroppo, è storia.

 

 

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