Goodbye George Martin

Musica

Terminato un impegno di prima mattina, apro un attimo Facebook e noto vari saluti a George Martin, figura storica della cosiddetta musica leggera. Ne deduco con grande acume che è morto (quindi, quest’anno bisestile continua a mietere vittime nel mondo della musica, anche se sa spaziare pure fra altri mondi).
Vorrei dire solo un paio di parole su George Martin per ricordarne la grandezza, soprattutto perché sarebbe bene focalizzarsi sul contributo che ha dato alla musica e non, per una volta, sul fatto d’esser stato usato dai detrattori dei Beatles, come già ho avuto modo di scrivere, come strumento per smimuire l’importanza dei fab four (il che è innanzitutto ingenuo, perché una grande opera, un grande artista, sono tali anche per ciò che hanno assorbito, per gli amici o mentori che hanno intelligentemente frequentato: altrimenti, allo stesso modo bisognerebbe sostenere che The Waste Land di Eliot non è un’opera capitale – o meglio, lo è ma solo parzialmente per merito di Eliot – per il fatto che il poeta, nella fase di scrittura soprattutto inerente alla scelta di cosa cestinare o meno, ricevette aiuto da Pound). Il “quinto Beatle” non era la coscienza pensante segreta del gruppo ma, di certo, fu sua (e non solo) l’idea rivoluzionaria degli archi su Eleanor Rigby (fattore che ha d’altronde creato un bel po’ di kitsch, in seguito, nel pop!) e sicuramente ha stimolato la voglia di magniloquenza di McCartney nella seconda parte di Abbey Road, che è come un unico grande pezzo rappresentante, a mio parere, uno degli apici assoluti di tutta la musica del Novecento.
Però, per salutarlo in maniera meno scontata rispetto al rapporto profondo coi Beatles, merita l’ascolto una sua composizione, resa celebre dai Van Der Graaf Generator: Theme one. Già dal titolo (non so se scelto da lui, ma non importa) si desume la doppia natura di un grande uomo di musica a cavallo fra la creatività tout court e la predisposizione a stare dietro le quinte, fra suoni, idee e consigli: gli viene in mente una melodia, nient’altro che un traccia, un tema possibile; appena trovato un campo/band dove farlo attecchire e crescere nel modo giusto, forse – mi piace immaginare che immaginasse così – deve aver pensato: ehi, secondo me ne viene fuori qualcosa di interessante! (Lu Po)

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