Gazing out the window: nove incredibili storie di bluesmen ciechi

Musica

La proclamazione di emancipazione da parte dal presidente Abraham Lincoln nel 1863 decretò la liberazione di tutti gli schiavi dai territori degli Stati Confederati d’America. Non decretò, purtroppo, la fine delle miserabili condizioni socio-economiche degli afroamericani. Gli Spirituals, i canti delle piantagioni con cui, fino ad allora, si gridava il proprio malessere, si riversarono in parte nelle chiese e in parte negli angoli delle strade, convergendo nell’individualità del musicista errante, songster, e del suo strumento prediletto, la chitarra. La voce e la sei corde si intrecciavano in un fitto dialogo che riprendeva il sistema del call and response, tipico dello Spiritual, per una musica che doveva soprattutto raccontare quello stato d’animo di malinconia e tristezza chiamato blues. In quella musica contava soprattutto l’atmosfera, l’aspetto emotivo, mentre il testo era un delirio di affermazioni intorno al blues: carceri, strade polverose, campi, bar, treni, paesi cadenti, adulteri e vendette. I soli neri che passavano la vita interamente a suonare, per guadagnarsi da vivere, erano i mutilati e i ciechi. Ereditarono la tradizione dello Spiritual per via orale e musicale. Con l’avvento della locomozione, cominciarono a spostarsi e a diffondere il blues nelle grandi città americane, dove le prime case discografiche poterono registrarli. Questo segnò una linea temporale oltre la quale la voce, la musica, il cuore e l’anima di gente fino ad allora sconosciuta ed insignificante, crepitò libera nello spazio-tempo, per arrivare fino a noi, influenzando gran parte della musica del ‘900.

“Probabilmente solo in un mondo di ciechi le cose saranno ciò che veramente sono” (José Saramago, Cecità).

Blind Blake (Arthur Blake o Arthur Phelps).
1895 Jacksonville, FL – 1937 Milwaukee, WI
Uno dei più abili chitarristi ragtime e blues di tutti i tempi. Nato cieco da madre incerta, si sa pochissimo della sua vita fino agli anni ’20, quando andò a Chicago per registrare: tra il 1926 e il 1932, ottantuno pezzi per la Paramount Records (praticamente un disco al mese). Poi cadde nel dimenticatoio. La sua data di morte, così come quella di nascita, non sono certe. Il Reverendo Gary Davis (si veda di seguito) sostenne che morì investito da un tram a New York, mentre altri dissero che si trattò di omicidio o di alcool. Pare tornasse in Florida durante i freddi inverni dell’Illinois. Blake ha suonato blues a ritmo veloce, con tecnica raffinata. Conosciuto per lo stile Piedmont, che combinava ragtime, jazz ed elementi musicali tipici dei “vaudeville shows”.

Blind Boy Fuller (Fulton Allen).
1907 Wadesboro, NC – 1941 Durham, NC
Nato in una famiglia numerosa, gli fu tramandato come suonare la chitarra da bambino, in strada, dopo aver perso la madre. Negli anni ’30, “imparò” il blues ascoltando i dischi di Blind Blake e del Reverendo Gary Davis e divenne un eccellente chitarrista. Cominciò a perdere la vista durante l’adolescenza, come conseguenza di una congiuntivite neonatale trascurata: nel 1928 era già completamente cieco. Suonava agli angoli delle strade, alle feste private e nei depositi di tabacco fin quando, nel 1935, un talent scout di nome James Baxter Long gli garantì una sessione di registrazioni all’American Recording Company a New York City. In cinque anni registrò oltre 120 pezzi per diverse etichette. Nel 1938 fu arrestato e poi rilasciato per aver sparato alla moglie, ferendola alla gamba. Si ammalò pesantemente, probabilmente per abuso di alcool, e morì nel 1941. Il suo stile era ragtime Piedmont, cantato in modo rude ma chiaro. I testi erano espliciti e descrivevano vari aspetti della sua vita da svantaggiato: dal banco dei pegni alla galera.

Blind Willie Johnson (Willie Johnson).
Tra il 1890 e il 1902 Marlin, TX – 1947 Beaumont, TX.
Perse la mamma da bambino e pare divenne cieco quando la matrigna, durante un litigio col padre per essere stata beccata a letto con un altro, gli versò della liscivia in faccia. Cantante gospel evangelista, tra il 1927 e il 1930 ha registrato trenta pezzi per Columbia Records, tra cui molti duetti vocali con sua moglie. Suonava la slide-guitar con un coltellino invece che con il “bottleneck”, la sua musica era vibrante e percussiva, sebbene avesse un orientamento religioso. Il suo pezzo più conosciuto è probabilmente “Dark Was the Night (Cold Was the Ground), che fu anche sparato nello spazio dalla sonda Voyager 1 nel 1977: ottimo modo di presentarci ai nostri amici (o nemici?) extraterrestri. Willie Johnson è rimasto povero fino alla fine, predicando e suonando per le strade di molte città del Texas. Nel 1945 la sua casa fu distrutta da un incendio e lui visse nelle rovine bruciate per mesi fino a contrarre la malaria, che lo portò alla morte dopo che un ospedale si rifiutò di ricoverarlo, ufficialmente perché cieco.

Blind Lemon Jefferson (Lemon Henry Jefferson).
1893 Couchman, TX – 1929 Chicago, IL.
Chiamato The Father of the Texas Blues è nato cieco ed era il più giovane di sette fratelli di una famiglia di mezzadri. Imparò a suonare la chitarra nella prima adolescenza. Era un cantante di strada e visitò molti stati durante i suoi viaggi. Ispirò un giovanissimo Lightnin’ Hopkins a suonare blues, e nel 1917 incontrò Leadbelly  famoso in seguito nella scena blues e folk come the king of the 12 string guitar. Aveva una voce unica nel suo genere che, abbinata alla complessa struttura melodica, fece nascere il cosiddetto country blues. Chitarrista sincopato, conosciuto per gli schemi di fraseggio liberi, padroneggia un blues disinibito accompagnato da testi incentrati sulla vita quotidiana: da un honky-tonk a un picnic, dal blues di strada ai fiorenti campi petroliferi dell’epoca. Dal 1926 registrò 85 pezzi, per la Paramount e per la Okeh Records, diventando il chitarrista blues più popolare dell’epoca. Morì in circostanze misteriose tre anni dopo. Molti musicisti rock and roll successivi a lui cercarono di imitare il suo stile.

Blind Gary Davis (Reverend Gary Davis).
1896 Laurens, SC – 1972 Hammonton, NJ.
“My grandmother said I taken blind when I was three weeks old. The doctor had something put in my eyes that was too strong and that was what caused me to go blind”. Fu l’unico di otto figli che riuscì a sopravvivere e diventare adulto. Il padre fu ammazzato dallo sceriffo di Birmingham, AL, quando lui aveva dieci anni. Meraviglioso con la 12 corde e dalla voce imponente, il suo stile finger-picking influenzò molti artisti. Fu un cantante di strada e si specializzò nel gospel dopo essere divenuto un reverendo battista. Registrò il suo primo pezzo nel 1935 mentre viveva nel North Carolina, anche lui grazie a James Baxter Long. Poi smise, per riprendere solo durante gli anni ’50 e ’60 a New York, dove si era trasferito per via del declino della scena blues nel North Carolina. Morì di infarto nel 1972. Molte sue registrazioni furono pubblicate postume.

Blind Willie McTell (William Samuel McTier)
1901 Thomson, GA – 1959 Statesboro, GA.
Detto Doogie, fu un chitarrista e cantante Piedmont e ragtime, ma anche hokum. Per il suo finger-style veloce e sincopato prediligeva le chitarre a 12 corde. Era anche un ottimo chitarrista slide, poco usuale tra i bluesmen ragtime. Fu un tenore rilassato dalla voce liscia, al contrario degli artisti Delta blues. Nato cieco da un occhio, perse tutta la vista già da bambino; imparò a suonare la chitarra dalla madre intorno al 1914. Diventò un musicista errante (“songster”) e cominciò a registrare nel 1927 per Victor Records ad Atlanta. Ebbe una carriera prolifera, registrando 48 pezzi per molte etichette, usando nomi diversi. Continuò a suonare in giro per le strade di Atlanta fino agli anni ’50 e fu registrato per l’ultima volta nel 1956. Morì tre anni dopo di diabete e alcolismo. La sua musica influenzò moltissimi artisti, tra cui Bob Dylan, che gli dedicò un tributo nel 1983 (Blind Willie McTell), Taj Mahal e The White Stripes.

Blind Joe Reynolds (Joe Sheppart).
1900 o 1904 Tallulah LA (o in Arkansas) – 1968 Monroe LA.
Perse gli occhi per via dello scoppio di un fucile in faccia, a metà degli anni ’20. Divenne famoso per il suo stile “bottleneck”, ma anche per la sua precisione nell’uso delle pistole: pare riuscisse a capire l’esatta posizione di un obiettivo solo dal suono. Molti dei suoi testi evidenziano una cultura poliamorosa e misogina. Era anche una persona esplicita e appariscente e usava la sua musica per attaccare la società. Registrò solo tra il 1929 e il 1930, per Paramount Records e Victor Records. Non è facile trovare la sua musica: tra i suoi pezzi, il più conosciuto è Outside Woman Blues, che divenne una cover dei Cream nel 1967 (contenuta nell’album Distraeli Gears), accreditata ad Arthur Reynolds. Morì nel 1968 nell’ospedale di Monroe dopo un ictus.

Blind Teddy Darby (Theodore Roosevelt Darby).
1906 Henderson, KY – 1975.
Crebbe a St. Louis Missouri e imparò a suonare la chitarra dalla madre. Divenne cieco a vent’anni per colpa di un glaucoma. Per vivere contrabbandava moonshine, whiskey distillato illegalmente (il nome moonshine, chiaro di luna, deriva dal fatto che queste produzioni illegali di whiskey durante il proibizionismo avvenivano, appunto, al chiaro di luna). Tra il 1929 e il 1937 registrò per Paramount, Victor, Bluebird, Vocation e Decca, sotto quattro nomi diversi: Blind Teddy Darby, Blind Darby, Blind Blues Darby e Blind Squire Turner. In seguito lasciò la musica e divenne un reverendo. Uno dei suoi pezzi più conosciuti è Bootleggin’ Ain’t Good No More (Bootleggin significa contrabbandare). Un altro pezzo notevole è Built Right On The Ground, rifatta da John Miller.

Blind Roosevelt Graves (Roosevelt Graves).
1909 Meridian, MS – 1962 Gulfport, MS.
Graves è nato in Mississippi, ed è stato un precursore del rock ‘n’ roll. Ha registrato per Paramount e American Records nel 1929 e nel 1936 con suo fratello Uaroy, anche lui quasi cieco. I due, insieme al pianista Cooney Vaughn, formavano The Mississippi Jook Band, autrice (in studio) di solo quattro pezzi in totale: Barbecue Bust, Hittin’ The Bottle Stomp, Dangerous Woman e Skippy Whippy. Secondo il Rolling Stone, Illustrated History of Rock and Roll, i fratelli Graves “…featured fully formed rock & roll guitar riffs and a stomping rock & roll beat”. La loro registrazione del 1929 Crazy About My Baby è considerata il primo pezzo rock ‘n’ roll della storia. Pare non esistano altri loro lavori dopo gli anni ’30.

(Titolo dell’articolo ispirato dalla strofa del pezzo di Bob Dylan “Blind Willie McTell”: “I’m gazing out the window, Of the St. James Hotel, And I know no one can sing the blues, Like Blind Willie McTell”) Stefano Mineo.

Il blues del Delta

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4.0 su 5 stelle

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