FUZZ II LA VENDETTA, OVVERO: VADEMECUM PER ORECCHIE STANCHE

Musica

Soffri di Stanchezza Uditiva?

La musica non ha più senso per te?

Sei imbottigliato nel traffico, piove da fare schifo alla Liguria ma la radio passa solo pezzi orrendi e te vorresti rompere l’abitacolo a forza di bestemmie e saltellare tra le auto ferme come un gorilla de “Il Pianeta delle Scimmie”?

Fai fatica a reggere l’ascolto del disco che tutti stanno accogliendo con votoni impressionanti, però è troppo lungo e la “nuova svolta elettronica” ti eccita soltanto lo stomaco, facendoti riaffacciare il cappone di due capodanni fa?

Non c’è problema: il Dott. Ty Segall della In The Red Pharmaceutical ha il rimedio giusto per te.

“Seeee certo, certo. Come se l’acufene artistica che ti porti dietro possa passare con l’ennesima accozzaglia di suoni seventies uccisi da un feedback inutile come un giocatore di baseball senza mani”.

“Nooo ma ti sbagli di grosso, questo disco è ‘diverso’ , c’è scritto su …”

“Guarda bello che a me non me ne batte il cazzo se l’ennesimo bimbo nato dopo il novantasei si esalta su sta roba, che era già vecchia quando uscì, figurarsi ora. Puzza di vecchio, di balera e bocce, di briscola col morto e non ci puoi far niente”.

Ma le abitudini sono dure a morire. E vaglielo a dire ad uno duro come il marmo, quel Ty Segall che potrebbe pure gettarsi dal Golden Gate se sa che non riuscirà a sfornare almeno 2-3 album in 8 mesi scarsi, e senza tour.
Solo che la verità è un’altra: Ty è un cazzo di cavallo pazzo, fuori almeno quanto il suo nome di battesimo che sembra uscito dalla mente perversa di uno scrittore di romanzi per bambini, e qui si ripropone nel ruolo del batterista egocentrico che urla nel microfono e ci sbava di gusto, perché è il fascino animale del ruuuock n rrroll e a noi piace baby.
Suda, scalpita, freme: non sta mai fermo, nemmeno con i tranquillanti. Non imbrigliatelo, va lasciato fare uno così, e ben venga se fa un disco l’anno come questo, ed un altro magari un pelino diverso, ma sempre una bomba a mano pronta ad esplodere nelle vostre orecchie.
Solo che stavolta i FUZZ non si limitano alla scampagnata collettiva. Quei tre caballeros mollano l’improvvisazione ed il vizietto di sfondarsi come Leary allo Human Be In del 67 prima delle prove; usano un attimino il cervello ed un po’ meno la panza e gli attributi, anche se ce li mettono, ma ti tirano fuori un coacervo di mazzate ben prodotte, ben proposte, bella idea, tutto molto carino.
Diciamo una scatola infiocchettata e lucida piena di cazzotti dietro le orecchie (Ahìó!) e cognacchini sodi negli stinchi; un bel bouquet di entrate a martello di un Gattuso d’altri tempi ispiratissimo e gasato, mentre pensa alla peperonata di Zi’ Antunella ed ai Bronzi di Riace. E gli piange il cuore, e si commuove, come faccio io, che ero quasi sicuro che le belle mazzate di una volta si fossero estinte, caput, nella tomba con i fratelli Asheton ed i Blue Cheer e invece niente, tornano sempre indietro come quei cazzo di zombi. Ma non te li aspetti, ti colgono alla sprovvista e PÈM! , un colpo ben assestato e gùdnàit.

Ahìà, dottor Segall, mi hai fatto male. Con te non giuoco più.

PER EFFETTI COLLATERALI E CONTROINDICAZIONI LEGGERE IL BOOKLET ILLUSTRATIVO.

(Ah, tra l’altro, vista la copertina, che figata? ACCÁTTATELO!)

Tommaso Bonaiuti

II

Price: EUR 24,90

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on TumblrShare on Google+Email this to someone