Fantozzi: cinismo italiano

Cinema

A volte i film riescono ad incarnare lo spirito e l’umore di un paese alla perfezione, portando all’estremo i vizi e le virtù del popolo tutto, attraverso analisi impietose degne del più sadico tra i sociologi.
Questo è il caso di Fantozzi, che, con una serie ben assestata di descrizioni volutamente macchiettistiche e grottesche delle sfaccettature socio-politiche insite nello stivale, erge lo sciagurato protagonista a simbolo tragicomico del ceto medio, tra aspirazioni irrealizzabili, rincorse impacciate ai trend del momento ed umiliazioni perverse.
La pellicola, girata da Luciano Salce nel 1975, insieme al riuscitissimo seguito Il secondo tragico Fantozzi, coglie a piene mani dagli omonimi romanzi di Paolo Villaggio (nei film attore, protagonista e sceneggiatore), rendendo Fantozzi un momento notevole del cinema nostrano.
Sovente ritenuto una raccolta malfatta di puerili boutade demenziali, la saga Fantozziana, nei primi due capitoli, mostra il volto migliore del cinema comico tricolore, cesellato nel cinismo più bieco e sfrontato.
Purtroppo dal quarto capitolo (Fantozzi subisce ancora) la serie andrà incontro ad un pesante ed esponenziale declino, che condurrà il personaggio di Villaggio lontano anni luce dai fasti dei primi due grandissimi atti, diventando un’ombra sbiadita del passato; un gradino sopra agli angoli più sordidi del cinema trash italiano.

Amici miei – La trilogia

Price: EUR 24,90

4.5 su 5 stelle

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