Dwarves: brutti, sporchi e cattivi

Musica

Come si dice?
Ah si:
brutti, sporchi e cattivi.
Nati nel 1985 a Chicago, i Dwarves rappresentano un’anomalia anche nel punk… completamente e realmente ingovernabili, vengono cacciati con puntualità elvetica e repentina dalle loro etichette.
Famoso il caso della Sub Pop Records, che sciolse il contratto nell’acido disgustata dall’organizzazione (da parte della band stessa) della finta morte del chitarrista.
Il presunto cadavere (“He who cannot be named”) amava suonare completamente nudo sul palco, ad esclusione di una maschera da lucha libre sul volto.
Non furono rari i casi nei quali il birboncello della sei corde invitava romanticamente delle ragazze sul palco per farsi donare pubblicamente un meritatissimo pompino (con tanto di rullata da circo come accompagnamento ritmico).
Che dire… molte accettarono.
Blood guts & pussy” (Sub-pop/1990) rimane tutt’oggi il loro album più conosciuto e sicuramente tra i più rappresentativi della loro discografia: una manciata di tracce al vetriolo snocciolate in soli 15 minuti.

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