Musica

De Gregori: dieci difficilissime scelte

Dall’esordio nel 1972 a fianco di Antonello Venditti con “Theorius Campus“, pubblicato dalla It di Vincenzo Micocci, a “Vivavoce“, del 2014, uscito con Sony/Caravan: in mezzo 42 anni di carriera di uno tra i cantautori più amati e intergenerazionali della storia della musica italiana.

In particolar modo gli anni 70 di Francesco De Gregori sanno di miracolo: dal 1973 al 1976 riesce a pubblicare i dischi “Alice non lo sa” (1973), “Francesco De Gregori” (1974), “Rimmel” (1975), “Buffalo Bill” (1976); dopo le contestazioni subite proprio nel 1976 al Palalido di Milano, è la volta nel 1978 di “De Gregori“, e del tour di “Banana Republic“, l’anno successivo, in compagnia di Lucio Dalla. Nel 1982 festeggia i dieci anni di carriera con “Titanic“: un decennio di cantautorato che, in termini di scrittura e capacità melodica, è niente meno che sensazionale.

In questa nostra personalissima classifica dei suoi 10 migliori brani -che è contestabile, che può essere ampliata, tagliata, e che soprattutto vede esclusioni eccellenti- sono proprio i ’70 a spadroneggiare. In ogni caso, come sempre, stilare una top ten dei nostri artisti preferiti senza venire assaliti dai dubbi è una missione impossibile. P.

Renoir (De Gregori)

Pezzi di vetro (Rimmel)

Sempre per sempre (Amore nel pomeriggio)

Alice (Alice non lo sa)

Piccola mela (Rimmel)

Niente da capire (Francesco De Gregori)

Rimmel (Rimmel) 

Bufalo Bill (Bufalo Bill)

Souvenir (Francesco De Gregori)

Canta canta (La donna cannone)

 

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