DARWIN IN DARWIN OUT

Storia e attualità

Sfogliando i giornaletti virtuali: i turchi toglieranno dal programma scolastico la teoria dell’evoluzionismo di Darwin. Non la avalleranno più come verità.

Al liceo, un prof di religione (lo avemmo solo per un anno) sosteneva la storicità di Adamo ed Eva, chiamando in causa il carbonio 14. Molti lo prendevano per il culo e io ne soffrivo – per la sua tenerezza, per il suo integralismo anche maldestro, poiché l’attaccamento alla fede lo voleva far passare dal suo contrario: cioè, dalla scienza e dalle sue presunte prove. C’era un combattimento, in lui.

L’ora di religione! Quanti ricordi (?)! E adesso tutti la vogliono rimuovere, così come Erdoğan il darwinismo. Molto diverso, si dirà! Certo: l’ora di religione – politically uncorrect – ci spiega solo più o meno il 60-70% delle nostre radici culturali; quella di religionicorrect – è comunque roba su cui glissare: a che serve studiare il più grande veicolo in uso per le guerre dacché esiste l’uomo storico??!! Vero, spesso la prima versione era indottrinamento puro e semplice. Ma oggi più che mai sarebbe necessario, studiare (non, sapere; studiare) perché durante una masturbazione puberale alcuni maschi si sentono in colpa, o perché in provincia le ragazze più sveglie sono troie, o perché tendiamo a sposare cause (spesso meravigliose) che uno scandinavo non saprebbe nemmeno sognare nell’anticamera della propria casa piena di aringhe.

Siamo emancipati dalla religione. Hi hi! Però oggi crediamo nello stesso modo alla scienza. A percentuali di cui non sappiamo niente, ma recepiamo magicamente come Verità indissolubili (impossibile non citare per l’ennesima volta Debord, che palesò questo trucchetto molto tempo fa). Sappiamo tutto dei carboidrati! Sappiamo quanti e quali vaccini ci servono (poi sì, il governo ci marcia spaventosamente; è ovvio, ha davanti a sé la subculturalizzazione più comoda dell’Europa occidentale! Una prateria, per approfittarsene). L’aumento dell’occupazione del 2,13/bis%! Sgravio del 41,333 periodico!

L’olio di palma fa male! Mitica, questa. E tutti abboccano. FONDAMENTALE, l’olio di palma, per la nostra salute. Ne ha sotterrati a milioni, l’olio di napalm (cioè, palma)! C’è gente che si picca di comprare – spacciando poi la migliore raffinatezza del prodotto, perché non piegati alla banale, plebea Nutella – creme alla nocciola sanissime, e poi fumano un pacchetto di sigarette al giorno, o stanno in auto, al pc per ore a causa del lavoro, o guardano chili di tv con lo stesso esprit de finesse di uno zombie di Romero (che salutiamo con amore, attraverso i versi eterni che Marvell rivolge alla sua amante ritrosa: « […] solo i vermi tenteranno / quella verginità a lungo preservata: / e il vostro strano onore sarà mutato in cenere; / tutta la mia lussuria trasformata in polvere. / Certo la tomba è un luogo intimo e bello / ma dubito che qualcuno voglia farvi all’amore»).

Insomma, è chiaro che è una mossa inquietante sotto molti aspetti, quella della Turchia. Ma il darwinismo subisce e subirà variazioni, perché la scienza si muove. Eppure la accogliamo, appunto, per fede, dalla quale ci sentiamo emancipati se la chiamiamo per nome (NB io sono laico e non ho né la fortuna né il fardello d’una vocazione).

Dal punto di vista della libertà di scelta e del lato buono del progresso, fra noi e i turchi ci sono parsec di distanza; ma dal punto di vista dell’essere umano – da sempre succube di credenze delle quali ha ontologicamente bisogno, e che col tempo cambiano come mode: il Dio vendicativo dell’Antico testamento, quello dell’amore di Gesù, quello integralista-paradisiaco dell’Islam, quello dell’ateismo, quello algido e rassicurante della scienza – fra noi e loro ci passano due-tre centimetri massimo. Speriamo siano centimetri ecocompatibili! (Lu Po)

 

 

 

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