Cosa è Lisbona

Storia e attualità

In sociologia, si utilizza il termine “multiculturale” per descrivere un dato di fatto, ovvero una situazione per la quale nello stesso territorio convivono, o anzi esistono, culture differenti, mentre l’espressione “interculturale” viene utilizzata quando, nel contesto multiculturale, si ravvisa uno sforzo progettuale affinché le diverse culture si intersechino, scambiando informazioni e, di conseguenza, arricchendosi; ecco che il termine “convivenza”, ovvero vivere insieme, è appropriato più nel secondo caso che nel primo.

Ora, nella multiculturale Lisbona di nove anni fa, a chi scrive venne assestato un sonoro pugno nel costato poiché, evidentemente a torto, mi si era ritenuto spagnolo; oggi, rispetto a quell’epoca, Lisbona è una città che fa dell’interculturalità una delle sue caratteristiche migliori, volendo riferirsi ai rapporti quotidiani tra persone che si incontrano, ed interagiscono, in strada (questa considerazione, tocca sottolinearlo, non è certamente generalizzabile, e basta dare un’occhiata a quanto negativamente da queste parti si comportino forze dell’ordine e istituzioni burocratiche per rendersene conto).
Ipotizzare di visitare Lisbona e di non rapportarsi con tutti coloro i quali Lisbona, di fatto, la creano quotidianamente (portoghesi, come ovvio, e poi angolani, capoverdianibrasiliani, senegalesi e migliaia di individui appartenenti a migliaia di altre culture), equivale a sostenere di aver compreso la città dopo essersela studiata su una Lonely Planet: per carità, bellissimo il Mosteiro dos Jerónimos de Belem, e straordinario il Castelo de São Jorge, che domina il quartiere arabo dell’Alfama (visita obbligatoria, qui, sia al quartiere che al castello), ma poi è necessario posare la guida turistica e parlare con le persone.

Per dirla in altre parole, per conoscere Lisbona è necessario tanto vederla di persona che, in loco, sentirsene raccontare le storie di strada: personalmente ho constatato che nessuno, oltre agli immigrati senza lavoro e senza soldi, conosce tanti aneddoti sulla città quanto gli alcolizzati e gli spacciatori che ne popolano il centro, e se la loro frequentazione farà di voi soggetti sospettabili, perlomeno potrete dire di comprendere come funziona la Lisbona extra-turistica.

Per chi come il sottoscritto, poi, coltiva una totale e cieca dipendenza verso tutto ciò che è brasiliano (gli autori letterari, i giocatori di calcio, la t che diventa c e la i che diventa g, la way of life e, ovviamente, i musicisti), l’interculturalità è una cosa assai divertente, ed il Bairro Alto riveste un’attrattiva particolare, poiché è qui che i brasiliani monopolizzano le serate di musica dal vivo che animano le notti della capitale portoghese.
L’arteria musicale del quartiere è Rua da Atalaia, letteralmente costellata di minuscoli locali all’interno dei quali, ogni sera, si trova qualcuno che suona; locale storico è il Bar Portas Largas, decisamente gay-friendly, che, per coloro i quali amano samba e bossanova, offre probabilmente i migliori live della zona.

Se invece cavaquinho e pandeiro vi provocano sentimenti di rabbia e risvegliano rancori sopiti, il nuovissimo Bali di Rua do Norte offre musica anglofona (ma vi avviso, rockers, da queste parti non è raro che l’anglofono sia declinato in levare, e che orde di studenti Erasmus ubriachi vi ballino sui piedi gridandovi nelle orecchie versi storpiati di Bob Marley e affini, e rovesciandovi decine di shot sui pantaloni; se invece andate con la vostra donna, il cantante di turno proverà a fregarvela, c’è quindi solo da sperare che il cantante in questione sia talmente bravo da farvi soprassedere su tutto il resto).

Per chi preferisse poi discoteche e affini, il punto di riferimento sono i quartieri di Santos (noto il club Kapital, in cui si fa particolarmente attenzione all’abbigliamento) e di Alcantara, che si affacciano sul fiume Tejo, oppure si può sempre arrivare fino al Lux, locale di 3 piani in zona Santa Apolònia, nel quale, per correttezza, devo ammettere di non essere mai riuscito a entrare, ma che in molti descrivono come il miglior club di Lisbona.

Sono gratis, invece, e non è richiesto nessun tipo di abbigliamento particolare, i numerosissimi miradouros di Lisbona, punti dai quali è possibile vedere gran parte della città fermandosi a bere qualcosa; è un delitto perdersi quello del quartiere di Graça, raggiungibile con il tram elettrico 28, e quello di São Pedro de Alcântara, incastonato tra Bairro Alto e Principe Real.
Per quanto mi riguarda  ho passato la maggior parte delle mie giornate portoghesi al miradouro de Santa Catarina, dal quale si vede il Tejo, i ponti 25 de Abril e Vasco da Gama, il Cristo Rei di Almada, e soprattutto all’interno del quale un chiosco gestito da un portoghese simpatico vende un litro di birra ghiacciata ad 1,80 euro (a proposito di birra, quella da 33 cl. la trovate generalmente ad 1 euro, ed è futile aggiungere quanto questo sia straordinario, e straordinariamente pericoloso).

La città, poi, è piena di parchi: fatevi un giro in quello di Tapada das Necessidades, in zona Alcantara, ed a piedi raggiungete poi la LX Factory, collettivo che organizza eventi in ambito comunicazione, moda, architettura, arte e molto altro.
Oppure, per una domenica all’aria aperta, il consiglio è quello di comprare carne, birre e ghiaccio, e passare la giornata al parco del Monsanto, quasi 1000 ettari di verde, con famigliole felici che vi scorrazzano intorno e decine di spazi forniti di panchine e griglie.

Capitolo comida: a Lisbona si riesce ancora a mangiare bene spendendo poco: personalmente sono innamorato dei cosiddetti  “ristoranti clandestini”, come la Casa dos 5, gruppo di amici (vi è anche un italiano) che cucina in casa e accetta un massimo di 10-12 commensali.
Altro luogo prediletto si trova in Martim Moniz, ed è un ristorante angolano più che casereccio, nel quale i padroni ti servono quel che ritengono migliore, vino a buon mercato e ottime zuppe di verdura, carne o pesce a 50 centesimi (sì, avete letto bene); se vi portate dietro una chitarra, è utile mettere in conto che non ve ne andrete prima di mezzanotte, perché qualcuno vi chiederà di suonare, poi canterà con voi, poi vi estorcerà lo strumento e l’Angola tutta inizierà a suonare e cantare musiche tipiche, accompagnamento estremamente suggestivo al vino di cui sopra.
Anche questo, utile sottolinearlo, un ottimo modo per scoprire Lisbona: per avvicinarvisi, invece, i consigli sono quelli che trovate qua sotto. (p)

Libro: Lettere alla fidanzata, Collana Piccola Biblioteca Adelphi, pag.128, di Fernando Pessoa
Film: Terra Estrangeira, 1996, Walter Salles
Graphic Novel: Portugal, di Cyril Pedrosa
Musica: Gala Drop – Gala Drop (2009, Gala Drop Records)

Viaggio in Portogallo

Price: EUR 6,00

3.1 su 5 stelle

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