Arti visive

Comic strips metallare e corna al cielo: intervista ai Drawn too late

Caro Lettore, sono un navigante disperso tra i mari in tempesta del Grande Libro Blu. Parole, parole, parole; frecciatine, armi bianche, armi nere, rosse, gialle. Armi a doppio taglio, mani e lingue biforcute, pensieri sparsi, foto di gatti, di piatti, di sushi, bufale sguinzagliate, fiere della vanità, topic, hashtag, chissenefrega.
Nel mare magno della transumanza intellettuale, trovo qualcosa che possa affrancarmi da questo ondeggiare confuso e doloroso, qualche vecchia porta, qualche scialuppa rovinata, che mi tenga a galla per 5 minuti di quiete.
Mi sono imbattuto in Drawn Too Late non molto tempo fa e credo che, come tante altre pagine create per diletto, noia o chissà cosa, rappresenta un’àncora di puro nonsense, “inner-irony” e svago che vale più di mille dialettiche e post-fiume che saturano le bacheche dei naviganti.
Trattasi in sostanza di un progetto coordinato da due simpatici giovinotti, M. e D. , che tengono – non so per quale oscuro motivo, ma credo che siano braccati da dei servizi segreti – le loro identità all’oscuro di noi comuni mortali, e che paiono provenire da un’esotica landa balcanica, di quelle che solo Bram Stoker sarebbe in grado di descrivere in maniera vivida e dettagliata; si occupano di “comic strips”, ovvero vignette brevi incentrate sul marcissimo mondo del metal, dal quale i nostri eroi prendono spunto per fare dell’ironia “a circuito chiuso”, ergo assolutamente non comprensibile da chi non ha perso almeno un’adolescenza a massacrarsi l’apparato uditivo con doppie casse, urlacci nel microfono, shred di chitarra, faccioni truccati, testi tolkeniani, testi nichilisti, testi senza senso, capelli unti, satanismo fai-da-te, ballate strappamutande e così via. Ok, togliendo le ballate, magari.
Li ho quindi contattati per farmi spiegare un po’ di cose, ma non credo di aver ricevuto le risposte che mi aspettavo. Ah, questi metallari…

DIRT: Allora ragazzi, a voi la parola: presentatevi, raccontatemi un po’ di questo vostro progetto.
DTL, D.: La storia è semplice: ho una spiccata attitudine al cazzeggio ed allo scherzo, ascolto un sacco di metal ed un giorno mi sono semplicemente guardato intorno cercando qualcuno che potesse trasformare le mie battute, le mie fissazioni sul genere in nuvolette parlanti, magari un tizio con le mie stesse attitudini e passioni, ed ho trovato in M. quel tizio.
M.: Si, generalmente D. arriva con un’idea figa, ne discutiamo un po’ e, se ci convince, io ci lavoro sopra, ne faccio una strip. Il processo è questo, è molto semplice.
DIRT: Vi occupate di altri progetti, a parte questo di “Drawn Too Late” ?
D.: Si, io disegno un sacco. Sono un illustratore e graphic designer, mi occupo di t-shirt design, posters, copertine di album, perché principalmente lavoro con le band, ma non solo: in questo periodo sto lavorando ad una graphic novel tutta mia. Quindi DTL è solo una parte del mio lavoro, sebbene sia diventata decisamente importante.
M.: Io suono il basso in un gruppo musicale, ma a parte DTL non mi occupo di altre cose inerenti al fumetto ed all’illustrazione.
DIRT: DTL è chiaramente influenzato dalle sfere alte del metal, riprendendone le icone, ma anche dalla grande massa di nicchia che lo compone. Cosa vi piace del metal, adesso? E cosa non apprezzate?
D.: Mi affascina molto il fatto che nell’underground del metal accadano ancora tante cose fighe, non dico inedite ma sicuramente affascinanti, come realtà, come suono. Il “mainstream”non lo seguo, sono molto fedele alla nicchia, e devo dire che l’unica cosa che mi fa incazzare sono le polemiche poco costruttive o le scaramucce tra band che gradualmente intasano il web e le fanzine online.
M.: Esatto, se non ti piace non ne parlare. Io ovviamente non perdo tempo sulle cose che non mi piacciono, ce ne sono già tante che seguo che non riuscirei nemmeno a raccontartele. Farei prima a dirti quelle che non mi piacciono!
DIRT: Ho visto che a un certo punto è uscita sulla pagina un’illustrazione riguardante gli Ufomammut, un trio doom italiano, e mi ha fatto molto piacere. Conoscete altre band metal del nostro paese?
M.: Gli Ufomammut spaccano, siamo super felici che al gruppo sia piaciuto il nostro “omaggio”. Riguardo ad altre band italiane, beh, ne conosco alcune, ne ascolto poche: Bulldozer, Sadist, Hour of Penance. Mi piacciono moltissimo i Cripple Bastards, gli Hierophant e questa band che si chiama “O”, che ho scoperto recentemente.
D.: Io ascolto i Black Rainbows, da Roma. Non è proprio metal, ha un che di “bluesy” e psichedelico, ci sta.
DIRT: Vedo che il feedback positivo rispetto a DTL è cresciuto esponenzialmente, ed ora è notevole, l’idea di fare dell’ironia sui personaggi che popolano l’universo del metal è piaciuta, è una scelta vincente. Trattasi di pura ispirazione?
D.: L’idea originale su cui poggia DTL non è quella di fare dell’ironia sui personaggi del metal, ma quella di accennare continuamente a quel mondo si. Soprattutto focalizzandoci sulla scena underground, lo stoner rock, heavy psych, doom, le derive più old school del genere, quelle che ci appassionano di più, di fatto.
M.: Non so come la pensi in proposito D., ma credo che l’ispirazione venga principalmente dall’abuso di tonnellate di erba. Riguardo al feedback – figo e tutto, apprezziamo molto, ma per favore smettetela di farci richieste sulla pagina, di dirci su che cosa dovremmo (e non dovremmo, qualche volta capita) incentrare la nostra prossima strip. Non dite alle vostre band preferite di che cosa dovrebbero parlare nei loro testi, giusto?
DIRT: Che cosa ne pensate di Phil Anselmo (leader dei Down, in passato di Superjoint Ritual e, soprattutto, Pantera)? Non so se ne siete al corrente, ma ultimamente il nostro, durante un concerto, si è espresso in maniera piuttosto “decisa” riguardo alla buona vecchia faccenda della supremazia bianca, dicendo cose che non ci tengo a riportare qui, e facendo gesti abbastanza eloquenti. Cosa ne pensate di questa brutta faccenda e dei suoi ultimi lavori in studio, accolti con una certa freddezza? Badate bene, si parla sempre di una leggenda vivente, per chi scrive.
D.: A dirla tutta, non è mai stato un’autorità, per me, ma devo ammettere che anche i rincoglioniti totali possono fare gran bella musica. Non nego di essere cresciuto con gli album dei Pantera, e di aver apprezzato molto i primi due Down.
Non mi dilungo troppo sulla faccenda che citi, se non mettendo in chiaro che la mia posizione è nettamente contrastante rispetto a quel tipo di ideologie.
M. :Riguardo alla questione “white power”, credo che Phil Anselmo abbia fatto un’ottima imitazione di Phil Anselmo ubriaco. No veramente, m’interessa la musica, non il comportamento dei musicisti sbronzi. Anch’io, come D., come moltissimi di noi del resto, sono cresciuto con i Pantera. Credo che Anselmo avesse la voce più potente, e che fosse la lingua più loquace e diretta di tutta la situazione. Qualche volta rispolvero gli album dei Pantera, oppure i primi due album dei Down, che nelle loro recenti uscite erano “meh”. Non che siano spazzatura, sono lì, esistono, li puoi ascoltare, solo che io non lo faccio, come del resto il suo progetto con gli Illegals, perchè mi suona noiosa. Rispetto totale sempre e comunque per quest’uomo.
DIRT: Passiamo alla sfera puramente fumettistica: quali sono i vostri autori preferiti, le serie che seguite (o che seguivate), le graphic novel che più vi hanno entusiasmato?
M.: M’interesso più dell’aspetto grafico e tecnico che delle storie, anche rispetto a quella che è la mia professione e passione. Mi piacciono i lavori di Simon Bisley, David Finch, Greg Capullo, Todd McFarlane, Jim Lee e molti altri. Sono un super fan di Jean Giraud a.k.a. Moebius, le atmosfere, gli scenari ed in generale il suo immaginario sono per me molto affascinanti, sicuramente d’avanguardia rispetto al periodo in cui è uscito. Devo anche citare “Sin City” di Frank Miller, apprezzando molto la serie ed il contenuto grafico, e per quanto riguarda le graphic novel, credo che la mia preferita sia “Maus” di Art Spiegelman, un classico. Sono anche un grande estimatore di Neil Gaiman, ho letto gran parte della sua opera letteraria e fumettistica, e recentemente ho scoperto che stanno lavorando ad una serie su Sandman, quindi non vedo l’ora che venga realizzata. Ah già, in questo periodo sto leggendo una roba che si chiama Drawn Too Late, ma non capisco le battute e sinceramente credo che faccia pure un po’ schifo.
D.: Beh, devo ammettere che non leggo molti fumetti in generale, però da ragazzino ho seguito per un po’ Batman e le sue storie. Ci si aspetta che io sia un fruitore di fumetti, ma non è così, è solo un’impressione.
DIRT: Cosa state ascoltando in questo momento, hic et nunc?
D.: E’ un bel giorno di sole qua da noi da noi, quindi sono preso bene ed ho messo su i Five Horse Johnson (gruppo stoner/blues dell’Ohio). Ma potrei pure cambiare idea in serata, potrei mettermi ad ascoltare i Coroner.
M. : Voci nella mia testa.
DIRT: Come da prassi, noi di DIRT che siamo dei bei nerd… ehm, ed abbiamo passioni trasversali, chiediamo: che libri state leggendo o avete letto ultimamente, e quali sono i film che recentemente vi hanno stupito?
D.: Alcuni racconti di P.K. Dick, un libro sul black metal norvegese; recentemente ho recuperato dalla mia videoteca “Punto di Non Ritorno” (1997, Paul W.S. Anderson, con Sam Neill e Laurence Fishburne), “Hardware” (1990, Richard Stanley) e mi è piaciuto molto “Ex-Machina” (2015, Alex Garland).
M.: In questo periodo sto leggendo un sacco di autori polacchi, nomi e titoli che, credo, non vi diranno molto. Passiamo oltre! Ho iniziato a leggere “Myths of the Norsemen” di Roger Lancelyn Green, e appena l’avrò finito, sul comodino mi attende “I Demoni” di Dostoevskij. E con i libri sono a posto per un bel po’. Mi hai anche chiesto dei film – “Mad Max: Fury Road”, l’ho amato alla follia e non me ne frega di chi dice che è un inseguimento continuo, anche perchè è quello che dovrebbe essere, è quello che ti aspetti da Mad Max, non puoi attendere al varco chissà quale altra cosa. Mi sono divertito tantissimo. Anche a me è piaciuto molto “Ex-Machina”, ottimo sci-fi. Poi, “Hateful Eight”. L’ho già visto 3 volte, Jennifer Jason Leigh in quel film è semplicemente stupenda. Oh e anche “Ash vs Evil Dead”, come serie è fottutamente incredibile, divertimento a pacchi. A parte questa manciata di titoli recenti, guardo un sacco di vecchia roba, specialmente horror. Sono un grande fan di Lucio Fulci e di “Zombi 2”, potrei guardarlo in loop. E tante altre cose mi piacciono, ma credo che lo spazio sia finito!

Tommaso Bonaiuti

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