Caro felpa ti scrivo…

Storia e attualità

Caro Matteo Salvini,
fatti dire prima di tutto quanto io trovi stucchevoli quelli che rispondono con sarcasmo ai tuoi cinguettii e ai tuoi post per poi farne lo screenshot e gioirne con gli amichetti, come a dire “Eh, avete visto come gliele ho cantate? Eh? Eh?“. Il Web è pieno di impertinenti a caccia di luce riflessa.
Son qui per parlarti occhi negli occhi.
Da amico.
Un amico che ti segue dal primo momento in cui sei apparso (“sbucato allo stesso modo in cui certe piante sbucano nell’orto o in giardino“, per citare la sora Fallaci, che però parlava di Berlusconi), trattato alla stregua di un volgare meme, di bersaglio del facile umorismo.
Intuii che ci avresti dato soddisfazioni, anche se sono il primo ad ammettere che hai oltrepassato le nostre aspettative, calibrate sulla misura della prudenza.
Posso arrivare subito al punto? Non per altro: devo andare a cambiare l’acqua al pesce (“I go to change the water at the fish“, cit.).
Come dicevo, amico mio – permettimi di chiamarti così: amico – sei arrivato in breve al cuore di tutti noi. Le tue riflessioni, le tue parole, il tuo stile, la tua presenza… tutto perfetto. Ma su un punto sono il primo dei delusi.
Sei stato chiamato alla guida della Lega Nord nel suo momento più difficile, per ridarle una verginità e una voce credibile – o quantomeno non arrochita dall’ictus -, per portarla dalle bocciofile di Abbiategrasso al XXI° secolo. Eri la speranza leader 2.0, e in buona parte non ci hai delusi, intendiamoci.
Però vedo una pecca. Piccola, nulla di grave, nulla di scandaloso; ma in questo mondo di piranha ogni dettaglio può spolparti.
Caro Matteo, ti seguo e conosco le tue opinioni sugli immigrati: da dovunque essi vengano, noi non siamo una Caritas per i primi venuti – e i primi venuti cominciano a essere parecchie migliaia. Possiamo essere d’accordo e non esserlo, non è questo il punto. Il punto è che anche in un avversario ammiriamo e rispettiamo la coerenza – ed eccola nominata, la tua pecca: la coerenza.
Ti sento parlare di profughi civetta/autenticissimi terroristi, di delinquenti irregolari, di gipsy senza king, degli straccioni di mezzo Mediterraneo…’nsomma, ogni categoria immaginabile di invasore.
Tranne una. Una sola, ma per te è come se non esistesse. A onor del vero non sei l’unico a non credere in loro.
Gli extraterrestri, amico mio Matteo.
Bada, non sono qui per fare il trito calembour extraterrestri/extracomunitari. Parliamo di un’invasione, non di cabaret. Questo è il pianeta Terra, non il Derby. Alieni, non Cochi e Renato.
Non sono io a dirlo, ma la Bibbia: la nostra radice, la nostra identità. Non parlo delle radici con cui si aromatizza la grappa, ma delle Nostre Radici Cristiane. Io, caro Matteo, sono un incompetente, che cosa ne so della Bibbia? Il professor Mauro Biglino, invece, ha un cervellone grande quanto il Duomo, e sai che cosa ha scoperto, interpretando, scavando e studiando notte dopo notte, anno dopo anno?
Cito alla lettera: essi, i signorini extraterrestri,…
…hanno introdotto un pezzettino del loro DNA all’interno di esseri che hanno trovato su questo pianeta per modificarli e renderli utilizzabili. Si sono spartiti la Terra, come afferma il Libro del Deuteronomio, come ci racconta Platone nel Crizia, come ci tramandano i popoli di tutti i continenti della Terra, e l’hanno governato comportandosi come normali colonizzatori. Jahwè era uno di questi.
C’è un’indicazione del termine Nephilim, un termine plurale, che indica però una razza diversa rispetto a quella degli Elohim. Il termine Nephilà al singolare, in aramaico, indica la costellazione di Orione. Questo mi fa venire in mente quello che c’è scritto nei testi vedici, dove si parla di una possibile provenienza di questi qui da una zona vicino alla stella Betelgeuse, che corrisponde alla spalla destra della costellazione di Orione, una zona che veniva chiamata Mrigashira- ovvero, testa d’antilope- perché il cacciatore Orione se la portava sulla spalla destra..
Quindi ci sarebbe una corrispondenza tra dei possibili Orioniani e almeno una parte di quegli altri che in Oriente dicevano provenire dalla stessa porzione di cielo. È solo un’ipotesi, ovviamente. Tra l’altro Betelgeuse- ed è una cosa molto curiosa- deriva dall’arabo Ibn al-Jawzā. Ma Beth El significa Casa di El, cioè Casa dell’Elohim. Chissà…
Fine del virgolettato.
È proprio vero: se una cosa deriva dall’arabo finirà col portare guai, eh, Matteo?

E il professor Biglino si limita al Libro della Genesi. Andiamo all’Esodo. Egitto, Mosé – o era Ben Hur?…quella storia con Charlton Heston, comunque.
Capisci dove voglio arrivare, lo so: chi ha costruito le piramidi?
Sempre loro, gli extraterrestri!
Arrivano coi loro dischi volanti, costano la metà di un ebreo, gli si subappaltano i cantieri di Saqqara e Giza ed ecco che milioni di schiavi regolari se la pigliano in vaso indebito.
Matteo, dobbiamo svegliarci. Il compagno ed europarlamentare Mario Borghezio ha rotto l’omertà già due anni fa.
Cito nuovamente alla lettera:
I governi occidentali, Nato, Russia e Usa ci nascondono l’esistenza degli alieni. Le maggiori cancellerie del mondo coprono l’esistenza degli UFO. Anche io un tempo ero fra gli scettici, ma poi un giorno ascoltando Radio Padania cominciai a interessarmi della questione. Ci spiano, ci tengono sotto controllo. Ci sono le prove di veicoli extraterrestri. E se ci sono i veicoli ci deve essere pure qualcuno dentro.”
Qualcuno di irregolare, aggiungo io.
Affrontò l’argomento persino su Radio Padania, nella trasmissione “Padanismo e vita extraterrestre” (sic), aggiungendo “Spero di avere un sostegno trasversale. La politica non può più eludere la questione“.
‘orco due, certo che no! Violentano le nostre scimmie, si accaparrano (chissà come…) le nostre grandi opere rubandoci il lavoro, sezionano le nostre mucche Ercoline, ci spiano…e hanno il coraggio barbaro di chiamarli ‘omini VERDI“!
Che umiliante sberleffo…
Matteo, devo andare a pisciare. Quel che dovevo dirti te l’ho detto. Ti lascio con la tua coscienza. Perdona lo stile sciatto.

Tuo per sempre,
palinuro

PS: belle felpe.

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