Calcio-manicomio: matti, matti veri!

Letteratura

Ci sono tutti: dal folle e guascone Bruce Grobbelaar, che il 30 maggio di 31 anni fa stregò Bruno Conti e Ciccio Graziani nella finale di Coppa dei Campioni che la Roma impietosamente perse ai rigori tra le mura amiche, al fin troppo latino Paolo Montero, casacca bianconera rabbiosamente difesa da gambe di mogano, passando poi per Re Eric Cantona, straniero in terra di Albione a difendere il proprio onore a colpi di judo, e l’anagraficamente indecifrabile Taribo West,dall’hairdo improbabile quasi quanto la scelta di tempo nel tackle.

Personaggi e pazzie direttamente dal mondo del calcio, ripescati da Andrea Romano nel suo Manicomio Football Club – il titolo certo non ha bisogno di ulteriori spiegazioni –, libro di 200 pagine che si leggono senza troppo sforzo, pubblicato nel 2013: stilando una rosa ideale di 15 elementi (ai quali si aggiunge l’allenatore più odiato della Storia, ovvero Raymond Domenech), l’autore ne cita stravaganze, follie sportive e sregolatezze umane, per ricordarci che, come riportato nella prefazione degli Statuto, “il calcio chiede e regala fantasia”. Qui sotto, una carrellata di video per rinfrescarvi la memoria. (Paolo)

Bruce “Simpatia” Grobbelaar nella partita più importante della sua carriera: vinta.

Harald Schumacher in uscita su Patrick Battiston: palla, palla netta!

Andoni Goikoetxea, intervento pulito su un giovane Maradona.

Momenti straordinari: Taribo West e un cartellino giallo che sembra davvero troppo severo.

Paolino Montero: per noi giovani nati a metà anni 80, senza dubbio il giocatore più grezzo mai visto giocare.

Paul Gascoigne. Niente da aggiungere.

Derby di Manchester, clima già teso: ci pensa Roy Keane a stemperare i toni.

“Terry… I like screwing.”: lo stilnovista George Best.

Guardate il goal, sì, ma soffermatevi sull’esultanza di Eric Cantona.

 

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