Brexit/Brenter

Storia e attualità

Note improvvisate, generiche, quasi casuali sulla notizia dell’Uscita delle Gran Bretagna dalla zona Euro; in omaggio alla politica vigente tanto in Italia in un senso quanto in Europa in un altro.

1 – Fatemi capire: QUANDO realmente l’Inghilterra era entrata in Europa?! Non aveva l’euro, che è il sacrificio originario del credo europeo. C’è stata una entrata ufficiale, tiepida, per capire se conveniva, per influenzare più direttamente qualcosa in cui si credeva con tutto un bastimento carico di diffidenza – è stata messa in prova, come un’impiegata goffa, l’Europa unita; e poi l’Inghilterra non l’ha voluta assumere per il mese successivo: tutto lì. E naturalmente, non pensate che ora gli inglesi non influenzeranno più l’area! Lo faranno come prima, Going underground, come cantavano The Jam!

2 – C’è stata paura dell’immigrato, anche se molti inglesi hanno cognomi pakistani o sono tali solo da una-due generazioni. La maggior parte della gente ha pensato: no, grazie; non vogliamo un’altra mandata da educare. Poi, a occhio, i nuovi arrivati di ora sarebbero più difficili da gestire, meno educabili (non sono, infatti, frutto delle vecchie colonie, già in parte addomesticati: tutti i neri che fanno vincere gli ori in atletica sono solo un esempio, come i buoni vecchi Colin Jackson o Linford Christie: immigrati sì, ma del Commonwealth! E in fondo, qualche innamorato dell’integralismo islamico se lo son portati a casa, in tal modo; no, per loro non era proprio il caso, di fare qualcosa di non opportunistico. Non è nella loro natura).

3 – La “loro natura”! Per carità, sembra di parlare di una popolazione di cinici senza cuore; semplicemente, sono la nazione che per il capriccio amoroso di un re ha pensato bene di farsi un cristianesimo a loro immagine e somiglianza; non c’è molto altro da capire. Gli inglesi stanno a galla da soli perché sono fatti così; e perché gli Stati Uniti – basti pensare al complesso d’inferiorità dell’attore americano di fronte a Shakespeare – sono sempre un pochino, sotto sotto, filoinglesi ben più di quanto non siano filoamericani gli inglesi. Un po’ come l’Austria, che non conta un cazzo, perculeggia la Germania (che potrebbe acquistare Vienna con un assegnetto) perché si ritiene superiore culturalmente ed è stata asburgica. La differenza è che l’Austria, la Germania non se la fila; invece, il rapporto England/USA rimane importante, di rispetto e timore, da entrambe le parti.

4 – Brexit: l’exit della Great Britain. Io sono per il ritorno all’italiano: possiamo dire incontro, invece di meeting? Sì, che possiamo! In altri casi, no, perché l’uso è così popolare che sarebbe un atteggiamento dogmatico. Noi diciamo garage: e garage è francese. Ma tutte queste crasi così alla moda sono proprio brutte da pronunciare. Brexit: e il tuo volto tornerà come un culo di bimbo! Mi fa pensare a una crema contro l’acne giovanile. O a una specie di Brancamenta sfortunata: Brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrexit, un brivido di piacere!

5 – Creerà, l’uscita di Albione, una reazione a catena? Che sia stato un caso particolare di entrata, è già stato scritto; si tenga anche presente che per molti paesi, come gli ex-filocomunisti, è un blasone, entrare in Europa. La Germania farà in modo che la reazione non avvenga, perché allo stato attuale le giova abbastanza, l’Europa unita; la Francia, stessa cosa ma per altri motivi: ha un momento di crisi valoriale e politica, e un ascendente sulla struttura molto più forte di quanto non si potrebbe permettere; se l’Italia facesse quello che fa la Francia in questi mesi, verrebbe bastonata come una pignatta messicana. Il problema possibile riguarda proprio Stati come il nostro: importanti nel senso che, con una loro uscita, cambierebbero le sorti dell’area Euro, e la Germania e la Francia non sarebbero in grado di impedircelo; ma con un peso politico traballante in Europa e la popolazione molto scontenta già di suo, spinta oltretutto a tutta birra da vari fuochi antieuropeisti: Salvini, qualche gruppo in ogni partito, molti grillini (benché Grillo abbia ultimamente dichiarato che bisogna restare in Europa). Sarebbe un bel problema per l’italia, insomma. Perché non siamo capaci di gestirci. E avete davanti a voi le persone che si occuperebbero di noi da sole, senza più gli strali, ma anche gli aiutini, europei. E tornare alla lira (bellezza estetica a parte della valuta!) mi fa pensare a un film di Dario Argento in collaborazione con Dagospia, con un cast di forcaioli d’ogni specie pronti a rendere Nazione autonoma Abbiategrasso o Velletri.

6 – E creerà, l’uscita di Albione, una crisi fortissima all’area Euro? Dal punto di vista dell’immaginario, forse, sì; perché non ha mai dato molta fiducia, un’associazione da cui la gente preferisce uscire! Però, parliamoci chiaro: gli inglesi, senza – mi ripeto – entrare a tutti gli effetti, erano fra i guidatori dell’auto europea; un paio di mani ufficiali in meno dal volante non faranno male, ma bene; soprattutto se sono mani di chi ha solo interesse a guadagnarci e basta, dall’Europa, senza crederci di fatto, senza voler costruire una base culturale che renda emotivamente accettabile il progetto per tutti i suoi futuri citizens. La stessa Germania, chiaramente, lo fa per i propri interessi, chi dice di no! Ma ha anche bisogno, dell’Europa, per farseli; e sa sulla propria pelle che di guerre, fra paesi europei, se ne sono fatte già abbastanza: non avalla questo progetto solo per denaro (anche se le riesce molto bene!). L’Inghilterra, no; è un’isola, in tutto e per tutto; e ha deciso di perpetuare ancora un po’ questa tradizione. Quando davvero le converrà, tornerà, uuhhhh!, se tornerà! E vorrà comandare. D’altronde, la lingua europea è l’inglese.

Quindi, come Elton John che tramite il paroliere Bernie Taupin aveva dedicato un gran pezzo alla Monroe (Candle in the wind) pensò bene – e non è altrettanto cinico? Eppure, John è un artista sensibile, che ha combattuto per la causa dei gay, etc – di riadattarla per salutare Lady Diana: Goodbye, England Rose… Beh, allora lo facciamo anche noi; Goodbye, England ghost! (Lu Po)

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