Black Flag: i dissidenti dell’hardcore

Musica

1984.
Damaged, la pietra miliare dell’hardcore americano, è uscito solo 3 anni prima, ma i Black Flag non sono più gli stessi.
La scena HC, da loro coltivata e promossa in modo determinante, è cambiata rapidamente, perdendo sovente la spinta propulsiva iniziale e la genuinità che l’aveva contraddistinta, incagliandosi in un groviglio di leggi non scritte e compartimenti stagni.
I Black Flag nel mentre, durante lo stop discografico imposto dal tribunale di Los Angeles (causato dal processo tra SST e Unicorn), girano perennemente in tour, si fanno crescere i capelli (un vero e proprio affronto per i dogmi della prima ondata HC) ed in furgone ascoltano in continuazione Mob rules dei “nuovi” Black Sabbath targati Ronnie James Dio. Tutto questo va ad influire con prepotenza nella fase compositiva di “My War”, il loro secondo LP, seguito di Damaged.
Il lato A, aperto dalla epocale title track, porta ancora i tratti dell’HC, mitigati da bpm meno sparati e da un minutaggio dei brani più alto rispetto agli standard.
La vera svolta è il lato B: Nothing left inside, Three nights e Scream; 3 brani per 19 minuti di pura rivoluzione:  Greg Ginn trasforma i riff di chitarra Sabbathiani in un ammasso melmoso e dissonante, Rollins prende per la gola il cantato HC con un pugno di disperazione, mentre la ritmica marziale e cadenzata da una tinta di nero indelebile.
I Black Flag raccolgono il testimone lasciato a terra dai riff di Tony Iommi, costruendo le fondamenta dello Sludge metal.
Un disco storico e fondamentale verso il quale tutti i gruppi alle prese con certo hard rock guarderanno con riverenza: Melvins, Sunn O))), Down e Boris (per fare qualche piccolo esempio) hanno battuto questa strada… strada che i Black Flag da veri dissidenti abbandoneranno già dal seguente Family man, in un susseguirsi di costanti evoluzioni tra reading songs, metal, hard rock, noise e free jazz.
Il cammino della band di Hermosa beach sarà segnato da una libertà musicale indomita e vera, che durante il finale di carriera causerà alla band un’emorragia di presenze tra il pubblico, in gran parte ancora ancorato all’HC ed incapace di seguire la spregiudicata metamorfosi di Rollins, Ginn  e soci.
Ma cosa è il rispetto per i propri fan, se non l’onestà di suonare ciò che si ama?

American punk hardcore

Price: EUR 14,45

5.0 su 5 stelle

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