Letteratura

Bertolt Brecht – Di che vive l’uomo

Bertolt Brecht (Augusta, 10 febbraio 1898 – Berlino Est, 14 agosto 1956) è stato tra i maggiori poeti e drammaturghi del novecento.
Proveniente da una famiglia dell’alta borghesia tedesca, frequentò gli ambienti dell’avanguardia artistica berlinese ed abbandonò, senza concluderli, gli studi di medicina, dedicandosi anima e corpo all’attività letteraria. Negli anni Venti avvenne il decisivo incontro totale con il marxismo, che andrà ad influenzare le sue opere (in questo periodo scrisse le celebri Tamburi nella notte e L’opera da tre soldi). Con l’arrivo della dittatura nazista, nel 1933, fu costretto all’esilio, girando tra Svizzera, Danimarca, Svezia, Finlandia e Stati Uniti, da dove nel 1948 rientrò in Europa, stabilendosi a Berlino Est. Qui, con la moglie Helene Weigel, fondò nel 1949 il Berliner Ensemble, che diventò una delle più importanti compagnie teatrali d’Europa.
Morì a 58 anni per un attacco cardiaco.

Di che vive l’uomo

Voi che alla retta via ci esortate
e ad evitare il fango del peccato
prima di tutto fateci mangiare
e poi parlate pure a perdifiato.
Voi che alla vostra ciccia tenete e al nostro onore,
date ascolto, sappiatelo, è così:
solo saziato l’uomo può farsi migliore!
Pochi discorsi, il punto è tutto qui.
Della gran forma di pane, una fetta
anche ai reietti e ai poverelli spetta.
Ahimè, di cosa vive l’uomo? Solo assaltando
gli uomini, torturando, depredando, sbranando.
Nel mondo l’uomo è vivo solo ad un patto:
se può scordar che a guisa d’uomo è fatto.
Signori, fate a meno d’imposture:
l’uomo vive di infamie e di brutture!

Voi che dite alle donne quando possono
alzare le gonne e stralunare gli occhi,
prima di tutto fateci mangiare,
poi se volete, potrete parlare.
Voi che godete a spese del nostro disonore,
date ascolto, sappiatelo, è così:
solo saziato l’uomo può farsi migliore.
Pochi discorsi, il punto è tutto qui.
Della gran forma di pane, una fetta
anche ai reietti e ai poverelli spetta.
Ahimè, di cosa vive l’uomo? Solo assaltando
gli uomini, torturando, depredando, sbranando.
Nel mondo l’uomo è vivo solo ad un patto:
se si può scordar che a guisa d’uomo è fatto.
Signori fate a meno d’imposture:
l’uomo vive d’infamie e di brutture!

Tratto da L’opera da tre soldi (1928).

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4.7 su 5 stelle

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