ATTENTO, FINOCCHIO – SO CHI SEI (la mite vita del custode)

Oscenità varie

Mite è la vita del custode di una rassegna artistica. Il silenzio che lo avvolge, apparentemente interrotto dal vocio di scolaresche, vecchiette, turisti, turisti stranieri, è bugiardo: lo attornia semmai, un sussurrio continuo e soffuso, lieve, dolce, intonato dalle opere che lo circondano; è questo sommesso brusio, che viene talvolta gonfiato come un palloncino dall’elio di altri esseri umani – non più che fantasmi.

Sempre c’è un quadro, una scultura che, più degli altri, corrisponde lo sguardo del custode; ad esso egli si affida e gli confessa, forse, i segreti più reconditi, come fa con le fessure degli alberi il protagonista di In the mood for love.

Il custode si porta un libro, oppure scrive; o è compìto e perfeziona, giorno dopo giorno, l’imitazione della statua, concentrandosi mentalmente su celebri epigoni: le Guardie Svizzere, o le Guardie Reali inglesi, quelle coi lunghi calippi neri di pelo in testa e che sì, lo ammetto: anch’io, da piccolo, in vacanza coi nonni e la zia a Londra, li ho toccati sbeffeggiandone l’immobilità solenne alla quale sono costretti e adesso, adulto, vorrei dire loro Hey, Black Calippoes, I’m so sorry! Lo so, m’avrebbero sottoposto volentieri alla pratica del waterboarding, e invece fermi, stecchiti!, dovevan stare; forse, un po’ per espiare, oggi, penso a loro tentando d’imitarli.

Una vita mite: in fondo si è – precisamente – in mezzo al piccolo cerchio, dove niente si muove, di un uragano (artistico); un solo passo, e il custode sarebbe travolto da chissà quale corrente. Ma da quello spazio quasi iperuranico, ogni dettaglio può riempire la giornata: il vero conoscitore, cui si è grati per la competenza, per le osservazioni scambiate; il tipo che sembra percorrere la mostra come una performance – Fermooo!, dove vai, non c’è un traguardo, amigo! – la matrona che sbadiglia un enorme MAH! di fronte, indistintamente, ad ogni opera. Ed un custode come me, creativo quantomeno di riflesso a forza di stare fra opere d’arte, si tiene il suo bravo quadernetto per disegni, appunti, schizzi e così via. Può capitare che trovi, una volta tornato dalla toilette – il momento in cui torna come gli altri esseri umani, visti altrimenti come ectoplasmi – una sorpresa che gli farà sognare vite avventurose per almeno una, due settimane: la scritta a chiare, larghe lettere, su una pagina del quadernetto ancora bianca prima della pipì – da chi? Con quale penna? La mia, legata al libellino con un laccio, galeotta; o se l’è portata da casa, premeditando addirittura il gesto? Fosse la seconda ipotesi! Il colore blu è il medesimo… Egli (ella?!) è un professionista! – la scritta, dicevo, che campeggia sorniona, resa più rude dalla mancanza di punteggiatura sul finale, come a dire Non è finita qui, Sottiletta… e che rivolge una minacciosa, inequivocabile, marmorea sentenza:

         ATTENTO, FINOCCHIO

        SO CHI SEI

(Lu Po)

lupino1

Musei d’Italia

Price: EUR 8,49

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